Per alcuni sono soltanto carte avvolte nel mistero, per altri un antico alfabeto dell’anima capace di raccontare ciò che l’essere umano nasconde persino a sé stesso. Nel suo primo romanzo 22, firmato con lo pseudonimo B.K. Plum, Barbara Malaisi sceglie questa seconda via: i Tarocchi, gli Arcani Maggiori, diventano specchi capaci di illuminare ferite, desideri e destini nascosti.

Tutto inizia con un evento apparentemente ordinario, una scatola caduta per caso, un mazzo di Tarocchi appartenuto alla nonna e la scoperta di un diario rimasto nascosto per decenni. Si apre così una porta sul passato che trascina Albina in un viaggio che cambierà per sempre la percezione della propria storia, della propria famiglia e persino del proprio nome.

Donna brillante e razionale, Albina ha costruito la sua vita sull’autocontrollo e sul contenimento dei sentimenti. Ma dietro quella sicurezza si celano antiche crepe: legami dolorosi, parole mai pronunciate e ferite che chiedono finalmente di essere ascoltate. Gli Arcani Maggiori la accompagneranno in un percorso di trasformazione profonda, dove ogni carta pone domande capaci di rivelare ciò che era rimasto nell’ombra.

Il primo messaggio arriva dall’Innamorato, interpretato come simbolo della scelta e del coraggio di seguire la propria verità. Da quel momento il confine tra passato e presente si dissolve: il diario della nonna Albina, conosciuta come “La Matta”, custodisce un’eredità misteriosa e un sapere antico legato al segreto Cerchio delle Papesse, una rete di donne unite da un vincolo invisibile e da una conoscenza tramandata nel tempo.

Tra misteri familiari, intuizioni e pericoli inattesi, Albina scoprirà che il dono ricevuto porta con sé anche una responsabilità. Il suo viaggio non sarà soltanto una ricerca delle proprie origini, ma una battaglia per riconquistare la propria voce e scegliere finalmente chi essere.

22 è un romanzo sospeso tra introspezione, simbolismo e leggere pennellate thriller: una storia in cui i Tarocchi diventano una mappa dell’anima, il passato una porta da attraversare e la rinascita una possibilità da conquistare tra pericoli e nuovi sentimenti.

Albina dovrà affrontare la domanda più importante: quale prezzo si è disposti a pagare per incontrare davvero sé stessi?

Il viaggio di Albina non finisce qui. Barbara Malaisi ha già annunciato la seconda parte del romanzo, che promette di svelare nuovi tasselli della storia di Albina e del suo legame con gli Arcani Maggiori. Una promessa che lascia sospese nuove domande e invita il lettore ad attendere il prossimo capitolo di questo affascinante cammino tra simboli, mistero e consapevolezza, dove ogni carta potrebbe ancora custodire una verità nascosta.

Chi conosce i Tarocchi sa che 22 sono gli Arcani cosiddetti “Maggiori” del mazzo. Quelli, per intenderci, in cui sono simbolicamente rappresentati i grandi temi dell’esistenza: amore, morte, destino, potere, ideali, solo per citarne alcuni. Il titolo del romanzo è un esplicito richiamo a essi, visivamente sottolineato anche dall’immagine dell’Arcano XIII in copertina. La trama, infatti, ruota tutta intorno al ritrovamento di un vecchio mazzo di carte, che si rivelerà decisivo affinché la protagonista, Albina, scopra e possa sciogliere nodi irrisolti che condizionano la sua esistenza.

Se c’è una cosa che ho appreso, in tanti anni di studio dei Tarocchi, è che essi sono un potente strumento di autoconoscenza. Ogni carta con cui Albina verrà in contatto porterà a galla visioni, riflessioni e domande che ne indirizzeranno l’agire verso la resa dei conti finale. Mi è piaciuto calcare un po’ la mano su quell’aspetto magico dello strumento da cui, nella mia normale attività divulgativa, prendo sempre le distanze. Un conto è fare seria divulgazione e scrivere saggi sul tema con metodo e rigore, un conto è intrattenere i lettori con una narrazione che possa essere, innanzitutto, avvincente e, solo in seconda battuta, anche latamente informativa.

Il romanzo coinvolge tre generazioni di donne: Albina, sua nonna – della quale porta il nome – e sua madre. L’idea per il romanzo è partita dalla teoria, inerente il mondo delle costellazioni familiari, secondo la quale portare il nome di un antenato può condurre ad accollarsene inconsciamente il ruolo, la missione, gli irrisolti. Come se ci si portasse addosso, senza saperlo, una sorta di “mandato transgenerazionale” che, per tornare a vivere pienamente e liberamente la nostra vita, dobbiamo in qualche modo scrollarci di dosso. Questo è davvero il perno centrale della narrazione.

Non mi sono limitata a fare dei Tarocchi elementi della storia, ma ho inteso portarne lo spirito imprevedibile e capriccioso all’interno di essa, estraendo realmente le carte quando la protagonista si trovava a doverlo fare.

Le estrazioni di cui si legge nel libro, dunque, sono davvero accadute nella vita reale: in quei momenti, le mani di Albina erano le mie mani. Anche trama e caratteri dei protagonisti sono stati suggeriti, almeno nelle linee essenziali, da un sorteggio di carte. Quanto al primo aspetto, ho estratto tre Arcani, a indicarmi il ruolo che i Tarocchi avrebbero dovuto avere nella storia, lo scopo del loro utilizzo nell’ambito di quest’ultima e il blocco della protagonista che avrebbero dovuto far emergere.

Sono usciti, rispettivamente, il Mago – i Tarocchi, nel corso della narrazione, intridono le vite dei protagonisti di un’aura di magia e fanno sì che Albina si apra a visioni particolari –, il Giudizio – i Tarocchi lasciano emergere aspetti nascosti della personalità della protagonista per condurla verso la nascita di una nuova sé stessa – e la Ruota di Fortuna – Albina è immersa in una ciclicità tossica che le impedisce di vivere pienamente la propria esistenza; solo prendendone consapevolezza, può evolvere e realizzarsi. Quanto al secondo aspetto, ho estratto la Regina di Spade per Albina e il Cavaliere di Bastoni per Emilio: intelligente, determinata, misurata, lei; focoso, sensuale, energico, lui. Una combinazione del tutto casuale che mi è sembrata perfetta per dare vita a una relazione interessante e carica di potenzialità.

“22” è stato il primo romanzo che ho scritto. Venivo da una nutrita serie di saggi e activity book sul Tarocco introspettivo e, a un certo punto, ho sentito l’esigenza di misurarmi con una scrittura diversa, più libera e fantasiosa. Per la prima volta, ho deciso di avvalermi di uno pseudonimo che fondesse le mie passioni letterarie: il thriller e l’umorismo. La B richiama il mio nome di battesimo, la K l’iniziale del nome di Kay Scarpetta, personaggio inventato da Patricia Cornwell, che adoro, e Plum il cognome del divertentissimo personaggio creato da Janet Evanovich.

Nel romanzo si parla di un “Cerchio delle Papesse”, una sorta di congrega femminile in cui le donne si sostengono a vicenda e mettono le loro doti al servizio delle altre donne. Questo punto sta diventando il focus del seguito, poiché mi sembra foriero di interessanti sviluppi. Ho iniziato a scriverlo appena concluso “22”, ma il Bagatto che è in me, nel frattempo, ha voluto partorire altri due romanzi – “Il giardino delle ombre” e “Senzanome e il magico viaggio nei 22 Regni Arcani” – e così ho interrotto il processo. Ad ogni modo, prima o poi vedrà la luce, quindi, a rileggerci presto!


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