Traduzione di Alice Laverda e Lamberto Santuccio

USCITA 31 LUGLIO – Pag. 240 – € 18

Il protagonista di questo romanzo, Majésu Monroe, fa il rigattiere. Propone alla sua clientela degli oggetti appartenuti alle celebrità: un ritratto di Cristo a matita, disegnato da un ufficiale romano, il calzino bucato di Rimbaud – sì, proprio il poeta maledetto, noto anche per aver subito l’amputazione di un femore – e altre mille rarità che odorano tanto di truffa e di poesia.

Con la sua favella riesce a sedurre la giovane Noème, figlia di una coppia ricchissima, determinata nel far scontare ai propri genitori i crimini della borghesia. Tra i due hippie sboccia subito l’amore, basato sulla passione smodata per l’alcol. Quale presupposti migliori, per un’unione duratura?

Un romanzo rocambolesco, dove Bartelt restituisce al lettore una visione caustica delle pecche della società, dal mondo degli accademici, agli ambienti della finanza, per non parlare della corruzione che coinvolge polizia e giudici.

Una scrittura cesellatissima, estremamente misurata, ma al servizio dell’ironia e dell’iperbole. Come già in Colpo gobbo (Prehistorica, 2024), il premio Goncourt Franz Bartelt dimostra di saper giocare coi codici del genere noir e del poliziesco, per la sorpresa e l’ilarità del lettore, non senza ricordare le brusche sterzate di un certo Tarantino.

Il femore di Rimbaud si legge come un autentico melodramma, o come una grande commedia, una canzone d’amore e di guerra. Dopotutto “pur nella sua assurdità, il romanzo resta la parte intellegibile dell’universo”- per dirlo con Bartelt.

Figlio di un ebanista originario della Pomerania (terra di confine, tra Germania e Polonia) e di madre normanna, Franz Bartelt nasce in Francia nel 1949 e con la famiglia si stabilisce nelle Ardenne (la regione di Rimbaud) dove tuttora vive. Impara presto a leggere coi romanzi polizieschi divorati dalla madre e inizia a scrivere all’età di quattordici anni. L’anno successivo lascia la scuola per guadagnarsi da vivere con piccoli lavori e poi, dall’età di diciannove anni, in una cartiera.

A partire dal 1985 fa della scrittura la sua unica occupazione. A oggi, ha dato alle stampe una quarantina di libri, spaziando dalla poesia al teatro, dalla novella al romanzo: l’immaginazione incontenibile e l’eleganza dello stile ne fanno uno scrittore amato dal grande pubblico e raro, capace di vincere numerosi premi tra cui spiccano il PRIX DES HUSSARDS, il PRIX MYSTÈRE DE LA CRITIQUE, il GRAND PRIX DE L’HUMOUR NOIR e il prestigiosissimo PRIX GONCOURT DE LA NOUVELLE. In Francia è pubblicato dagli editori Gallimard e L’Arbre vengeur.


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