Quattro vite si sfiorano su un volo diretto a New York. Marco, il pilota, è un ragazzo milanese rimasto scottato dalla fine di una relazione importante e che ha deciso di non innamorarsi più. Tra i passeggeri c’è Viola, giovane donna di Pisa che parte da sola per festeggiare il suo compleanno nella Grande Mela. Accanto a lei c’è Alba, che da Palermo sta viaggiando verso New York nella speranza di recuperare il rapporto, fragile e molto delicato con la figlia Luce che studia lì grazie a una borsa di studio. Qualche fila più avanti Diego, dottorando dell’Università di Torino, ripassa senza sosta gli appunti che lo aiuteranno a esporre la sua ricerca durante un importante convegno nel New Jersey dove incontrerà un vecchio amico di università, Giulio. Con lui riuscirà ad aprirsi e a parlare apertamente della sua relazione con Linda, rendendosi conto che è ormai al capolinea. L’attacco di panico di Alba è la scintilla che fa conoscere Marco e Viola, i quali decideranno di esplorare la città insieme.
Durante i loro soggiorni, i quattro protagonisti sperimenteranno varie emozioni che, come i vetrini colorati di un caleidoscopio, si incastreranno per creare cambiamenti e nuovi inizi.
Frammenti di un Caleidoscopio edito da Capponi Editore.
Intervista con l’autrice Valeria Gallo
Benvenuta Valeria. In Frammenti di un caleidoscopio incontriamo personaggi molto diversi tra loro, per provenienza, esperienze e percorsi di vita. Come li racconterebbe a chi non ha ancora avuto modo di sfogliare il libro?
Marco, Viola, Diego e Alba provengono da contesti diversi, anche geograficamente parlando. Marco è un pilota di linea che viene da Milano molto focalizzato sulla carriera e che ha chiuso il suo cuore ai sentimenti; Viola è una ragazza di Pisa in cerca di se stessa e che decide di andare dall’altra parte del mondo per ritrovarsi; Diego è un dottorando dell’Università di Torino che si reca a New York per un convegno fondamentale per la sua carriera e Alba è una madre di Palermo che prova a ricucire il rapporto con la figlia affrontando le sue paure. Ognuno di loro ha motivazioni diverse che fanno da miccia per una trasformazione personale che avverrà nella Grande Mela.
Nel romanzo le fragilità non sono mai un punto di arresto ma sono il terreno da cui prende forma il cambiamento dei protagonisti. Che valore ha attribuito alle fragilità come spazio di trasformazione e non di limite?
Considero le fragilità un punto di partenza, un trampolino di lancio verso una crescita personale. Esplorando le nostre paure, i nostri angoli bui possiamo diventare la versione migliori di noi stessi. Abbraccio la filosofia giapponese del kintsugi: le crepe devono essere ben visibili e riempite di oro per dare ancora più importanza alle esperienze che attraversiamo e che inevitabilmente ci cambiano, seppure in alcuni casi con dolore e difficoltà. Sono convinta che il coraggio di affrontare le nostre fragilità premi sempre in qualche modo.
Tra ambientazione e sentimenti, quale atmosfera ha cercato di creare affinché accompagnasse il lettore durante la lettura?
La città di New York è anch’essa protagonista di tutto il romanzo, non fa semplicemente da sfondo. Tutti i personaggi la attraversano e si attraversano allo stesso tempo scoprendo luoghi che li spingono a riflettere e a compiere un viaggio non solo fisico e materiale ma anche interiore. Le impressioni che scaturiscono dai luoghi che i personaggi visitano fanno da catalizzatore per le emozioni che li spingeranno a cambiare la rotta delle loro vite. I paesaggi che offre la Grande Mela, così sfaccettati e diversi tra loro, vanno di pari passo con l’animo umano che cambia continuamente e passa da grandi altezze a memoriali di tragedie.
C’è un personaggio al quale si è sentita più vicina durante la scrittura del romanzo e, se sì, per quali aspetti?
In ogni personaggio c’è una parte di me, un’assonanza che in qualche modo ci unisce ma se dovessi dire quale sento più vicino direi Viola. Innanzitutto per la città di provenienza (Pisa mi ha adottata da anni) e poi perché fondamentalmente è stata la scintilla che ha dato il via alla trama del romanzo; come lei anche io ho festeggiato il mio trentesimo compleanno a New York e allo stesso modo, all’epoca, avevo bisogno di connettermi con parti di me stessa che andavano trovate lontano da casa.
Dopo l’ultima pagina quale traccia o riflessione desidera lasciare nel lettore?
Il messaggio che vorrei lasciare al lettore è il saper abbracciare l’incertezza, il dubbio, saper vacillare e a volte anche cadere ma avere fiducia che quello che verrà sarà migliore di quello che ci siamo lasciati alle spalle. In una società che ci vuole sempre performanti è importante saper andare in frantumi, raccogliere i frammenti e ricostruire qualcosa di nuovo che ci rappresenti di più. È fondamentale avere la forza di lasciare situazioni che non ci rendono felici per costruirci invece la vita che desideriamo, o almeno provarci.
Se potesse descrivere il suo libro con tre aggettivi quali sceglierebbe?
I tre aggettivi che sceglierei per descrivere il mio libro sono: frammentato, accogliente e luminoso. “Frammentato” perché, come si evince anche dal titolo, le storie dei personaggi sono frammenti che vanno poi a comporre qualcosa di colorato e vivace, un caleidoscopio appunto. “Accogliente” perché spero che i lettori possano ritrovarsi in qualche emozione o sensazione descritta nelle pagine che lo compongono, mi piacerebbe che leggendolo ci si sentisse a casa. E infine “luminoso” perché quello che vuole trasmettere è la luce generata dalla speranza del dinamismo, del fare e disfare, contro la paura dell’immobilità e la rassegnazione verso una strada che sembra già tracciata e che invece possiamo cambiare.
Biografia di Valeria Gallo

Valeria Gallo, nata a Viareggio nel 1989, vive vicino Pisa. Si è laureata presso l’Università di Pisa in Lingue e Letterature Straniere elaborando una tesi incentrata su un’opera teatrale di Lope de Vega e specializzandosi poi in Traduzione di Testi Letterari e Saggistici traducendo e analizzando, nell’elaborato finale, alcuni racconti della scrittrice e giallista britannica Dorothy L. Sayers.
Lavora come redattrice all’interno della casa editrice dell’Ateneo pisano. Un suo racconto noir è stato pubblicato nella raccolta ChiarOscuro edita da MdS Editore. Viaggiare e leggere sono le sue grandi passioni che, in fin dei conti, sono inevitabilmente legate; da sempre i libri permettono a chi legge di conoscere storie e posti nuovi senza uscire di casa.
Da quando ha imparato a scrivere non si è mai fermata: ha iniziato con la poesia, sperimentando poi il racconto per arrivare infine al romanzo.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.