Istanbul, vista dall’alto, appare cambiata e soffocata dai grattacieli. Dopo venticinque anni di assenza, Asena Bulut torna senza sapere cosa l’aspetta: porta con sé due passaporti e due vite, quella passata nella casa del melocotogno e quella presente di scrittrice affermata. Il ritorno è segnato anche dal peso della scomparsa del fratello, giornalista attivista di cui non si hanno più notizie.

Nel maggio anomalo e straniante di una città che non riconosce più, Asena si sente straniera nella propria origine. Il viaggio, che ufficialmente è per ritirare un premio letterario, nasconde in realtà un’altra ricerca. Ad attenderla c’è Azra, giornalista coetanea e apparentemente lontana da lei, e soprattutto le strade di Istanbul, dove Asena tenta di ricomporre la propria identità e affrontare il passato.

Romanzo d’esordio di un’autrice di origine turca che vive in Italia, in cui affronta i temi dell’identità, della patria e dell’immigrazione, insieme al potere della letteratura. Una nuova voce che unisce due mondi diversi ma vicini come le rive del Bosforo.

Il calcio italiano, sport popolarissimo, viene raccontato come parte integrante della storia, della cultura e della società del Paese. Alfio Caruso ne ripercorre l’evoluzione dal primo Novecento ai giorni nostri, dai successi mondiali del 1934 e 1938 al dopoguerra, dagli anni di trasformazioni sociali e televisive fino alle vittorie recenti e alle delusioni sportive.

Attraverso partite, protagonisti ed eventi, emerge un intreccio continuo tra calcio e storia d’Italia, tra politica, potere e cambiamenti culturali.

Jake è innamorato di Dandelion, ma lei è morta da sette mesi. Quando Poppy scopre i messaggi di Jake su un profilo Hinge della sorella, decide impulsivamente di rispondergli usando la sua identità per una sola serata, nel giorno del compleanno di Dandelion.

Jake, reduce da una vita personale in frantumi, si aggrappa a quell’incontro inatteso e autentico. Tra i due nasce un legame sempre più forte, ma Poppy finisce intrappolata nella finzione che ha creato. Mentre la relazione cresce, resta una domanda inevitabile: cosa succede quando l’amore nasce da una bugia?

Gli oceani coprono la maggior parte della superficie terrestre e regolano il clima del pianeta, rendendo le loro condizioni fondamentali per tutta la vita sulla Terra. Nel contesto dell’Antropocene, sono al centro dei cambiamenti causati dall’uomo.

Helen Scales, biologa marina, racconta vent’anni di ricerche su come specie e habitat oceanici stiano reagendo alla crisi climatica: alcune si adattano, altre sono minacciate o in rapido declino. Nonostante i danni, l’oceano mostra una forte capacità di rigenerazione. Il libro invita a riconoscerne il valore e a considerare la sua tutela come essenziale anche per la sopravvivenza umana.

Massimo Bubola ha scritto Il cielo d’Irlanda, una delle più celebri e amate canzoni della musica italiana contemporanea, dopo un lungo viaggio in auto fatto più di quarant’anni fa, in un’Irlanda povera e contadina, che non conosceva ancora il turismo di massa, ma la musica sì, eccome. E quel viaggio di musica fu pieno. Suonata ed eseguita dal vivo, ovunque e con trasporto. L’Irlanda era un bosco iridescente dell’anima, per la sua natura e il suo cielo, per quel tempo cangiante che passava dall’oscurità di acquazzoni subitanei e irruenti a una luce altrettanto improvvisa e avvolgente. In questo libro Bubola rievoca qui giorni e racconta un girovagare per l’Irlanda che fu pieno di rivelazioni, di sorprese inaspettate, e soprattutto della scoperta di una sintassi comune di disponibilità e accoglienza. Dalle chiacchiere surreali dei pub fino all’ospitalità bizzarra e allietante degli incontri casuali e dei sèguiti poi nelle brughiere, nelle case e nelle famiglie, il racconto si delinea in un percorso picaresco senza fine. Il canto dell’anguilla è un libro lirico e sognante e divertente, un viaggio in un luogo fisico e allo stesso tempo artistico e spirituale. Un’opera destinata a restare, che conferma Massimo Bubola tra i principali esponenti della prosa letteraria italiana.

Un uomo di successo si suicida lasciando una lettera e indizi accuratamente preparati, tra cui la foto di una donna anziana: Betsy, sua madre. La narratrice, che non l’ha mai conosciuta, scopre che è la bisnonna della sua famiglia e una figura rimossa e avvolta nel silenzio, segnata da una presunta malattia mentale e da una lobotomia.

Spinta da questa eredità inquietante, decide di ricostruirne la storia attraverso documenti e testimonianze. L’indagine diventa un atto di memoria e di sopravvivenza, che riporta alla luce una vicenda familiare rimossa e dolorosa.

Sulla Costa Azzurra, Lucien de Chacarasse vive lontano dal lusso e dalle tradizioni nobiliari di famiglia, gestendo un piccolo ristorante a Villefranche-sur-Mer e godendosi una vita semplice.

Tutto cambia quando viene richiamato al capezzale del padre morente, che gli impone di ereditare un’antica e inquietante tradizione di famiglia: quella di sicari su commissione. Rimasto unico erede, Lucien si trova a dover scegliere tra il rifiuto della violenza e un’eredità che non ha mai voluto.

Jane, 46 anni, ha una vita familiare ed economica instabile e lavora da tempo a un romanzo senza riuscire a terminarlo. Tutto cambia quando un vecchio amico le lascia in eredità una villa sulle colline di Los Angeles, permettendole finalmente di vivere con maggiore libertà e dedicarsi alla scrittura.

Proprio allora Hollywood si interessa a lei: uno sceneggiatore le propone di sviluppare una serie TV che valorizzi la diversity, anche grazie alla sua identità mista. Per la prima volta intravede successo e stabilità, ma il confine tra opportunità e compromesso si fa sempre più sottile.

Secondo il mito, il fiume Saraswati è scomparso sotto terra per volontà divina. Quando Satnam torna nel villaggio della sua famiglia in Punjab per un funerale, scopre che un pozzo secco da sempre sembra essere tornato a vivere, alimentando l’idea del ritorno del fiume sacro.

L’evento scatena speranze, tensioni e interessi mediatici e politici, mentre Satnam perde il controllo della situazione. Intorno al mistero si intrecciano anche le storie di altre persone sparse nel mondo, tutte legate da un’origine comune e da un passato nascosto che lentamente riemerge.

GURNAIK JOHAL (1998) è autore anche di We Move, una raccolta di racconti premiata con il Somerset Maugham Award, il Tata Literature Live! Award e il Galley Beggar Press Short Story Prize. Vive a Londra. Saraswati è il suo primo romanzo.

Valerio Varesi, È sangue di noi tutti

Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia si incontrano un ex partigiano comunista e un ex camicia nera. L’omicidio del partigiano diventa il simbolo di una vendetta che affonda le radici nella guerra civile e nella mancata resa dei conti dell’Italia del dopoguerra, lasciando una ferita storica ancora aperta.

Il romanzo vincitore della settima edizione del Premio Neri Pozza.

Il commissario Amedeo Alessandri indaga sull’omicidio di un noto critico d’arte, trovato ucciso dopo una mostra. La vittima presenta il corpo ricoperto da tatuaggi con la parola “falso”, indizio che apre a un caso complesso tra arte, archivi e segreti. Alessandri dovrà scoprire la verità, anche a costo di conseguenze personali.

GIUSEPPE FUSARI, accademico e docente di Storia dell’Arte all’Università Cattolica di Brescia, ha diretto il Museo Diocesano e collaborato con importanti istituzioni culturali italiane e straniere. I morti non mi sono mai piaciuti è il suo romanzo d’esordio.

Scopri il catalogo Neri Pozza



Scopri di più da

Voci di domani magazine letterario

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

“Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza.”

Stephen King

Vocididomani.com