Dimenticate i manuali di bon ton istituzionale, i sorrisi di circostanza e i rigidi protocolli da tappeto rosso. Il libro d’esordio di Elisa De Leo Non chiamatemi First Lady uscito per Santelli Editore, non è una guida pratica per aspiranti mogli di potere, quanto piuttosto un ritratto schietto, ironico e profondamente umano di cosa significhi vivere “nell’ombra” della politica attiva.
Sin dalle prime pagine, l’autrice chiarisce subito il tono della sua opera:
Se cerchi una guida pratica per diventare una perfetta first lady… questo non è il libro che fa per te! Qui non troverai lezioni su come stare composte, né tutorial per sorrisi istituzionali, ma solo realtà, autenticità e verità”.
L’ironia che smonta il mito della First Lady
Con una scrittura che mescola leggerezza, autoironia e un pizzico di sana vulnerabilità, l’autrice racconta dieci anni trascorsi al fianco di un uomo impegnato nelle istituzioni, ovvero il marito Flavio Di Muro, parlamentare e sindaco di Ventimiglia, svelando il dietro le quinte di una vita pubblica vissuta sempre in prima linea.
Ciò che colpisce fin dalle prime battute è la straordinaria scorrevolezza del testo. Il libro si legge d’un fiato, trascinando il lettore in un flusso narrativo che unisce il ritmo incalzante di un diario intimo alla lucidità del reportage di costume. Questo grazie a uno stile di scrittura che non cerca mai la pesantezza accademica o la retorica patinata, ma sceglie deliberatamente un registro leggero, ironico, acuto e a tratti deliziosamente tagliente.
L’autrice possiede il raro talento di sdrammatizzare le situazioni più paradossali — dalle corse sui tacchi per arrivare in tempo all’Ariston durante il Festival di Sanremo alle irruzioni surreali delle Iene sotto casa — senza mai perdere di vista la profondità delle emozioni.
L’ironia diventa così l’arma affilata e intelligente con cui Elisa disinnesca le ansie, alleggerisce i carichi emotivi e guarda alle tempeste della vita con un sorriso complice e liberatorio, ricordandoci che “la moglie del politico è un ruolo non retribuito, senza ferie, senza benefit, ma con responsabilità emozionali illimitate”.
Dalla vita privata ai riflettori della politica
La struttura del volume si sviluppa proprio come un mosaico emotivo e cronologico che accompagna il lettore dalla provincia veneta fino ai palazzi del potere romano, passando per la Costa Azzurra. La narrazione prende il via dal trasferimento di Elisa da Padova alla Francia e poi a Ventimiglia, ed è proprio qui che l’autrice delinea la propria identità prima ancora che diventasse “la moglie di”, ricordando la grande passione per il pattinaggio artistico praticato e insegnato per anni, il lavoro nelle risorse umane e l’incontro con il futuro marito Flavio avvenuto in un’enoteca nel 2014.
Con l’elezione di Flavio alla Camera dei Deputati nel 2018, la vita della coppia cambia radicalmente. Elisa descrive con lucidità l’impatto dell’esposizione mediatica, la difficoltà di trovare un equilibrio lavorativo autonomo senza subire l’etichetta di “raccomandata” o di mera appendice del coniuge.
Non mancano momenti di forte tensione psicologica, come l’insorgere dei primi attacchi di panico e gli episodi di body-shaming subiti sui social dopo la maternità, affrontati coraggiosamente con il supporto della terapia e una profonda forza interiore.
Tra gli episodi più iconici spicca il racconto della famosa e discussa proposta di matrimonio in diretta alla Camera dei Deputati nel novembre del 2019, un evento che ha fatto il giro del mondo, finendo persino sul New York Times, e che ha attirato tanto l’affetto dei romantici quanto la ferocia degli haters. La risposta di Elisa a questa sovraesposizione non è mai stata la ricerca della notorietà televisiva, bensì la rivendicazione della propria identità.
Gli ultimi capitoli affrontano poi la maternità vissuta come un uragano emotivo e un periodo post-partum privo di filtri edulcorati, l’elezione di Flavio a sindaco di Ventimiglia con le conseguenti responsabilità legali ed emotive che gravano sull’intera famiglia, e la riflessione conclusiva sul concetto stesso di First Lady.
Dietro l’immagine pubblica, una donna autentica
Con uno sguardo privo di filtri, il libro compie un’operazione fondamentale: smonta metodicamente i pregiudizi e le etichette preconfezionate che l’immaginario collettivo riserva a chi vive accanto a un personaggio pubblico. Vengono così demoliti i falsi miti della “first lady” algida, viziata o dedita esclusivamente a salotti e mondanità, contrapponendovi la nuda e vibrante autenticità di una vita vissuta per davvero.
Tra lavatrici fatte a notte fonda, gazebo elettorali montati di persona, attacchi di panico gestiti in silenzio e il peso dei giudizi altrui, emerge la verità di una donna vera e coraggiosa, consapevole che
l’ipersensibilità non è un difetto, ma in certi contesti lo diventa… è un esercizio quotidiano di equilibrio in un mondo che ti percepisce sempre ‘troppo’: troppo emotiva, troppo fragile o troppo complicata.
Dalle pagine del libro emerge con grande forza la spiccata sensibilità dell’autrice per i temi sociali e, in particolare, per l’universo femminile. Elisa affronta con acume le difficoltà, le pressioni e le ingiustizie che le donne subiscono quotidianamente — dal body-shaming sui social alle insidie di un mondo del lavoro spesso ancora troppo ostile e maschilista —, riflettendo sul valore del lavoro invisibile, della maternità vissuta senza filtri edulcorati e sulla necessità di emanciparsi da stereotipi e giudizi superficiali.
È un’attenzione genuina e partecipata che trasforma il racconto personale in un messaggio corale di empatia, un abbraccio ideale a tutte le donne che lottano in silenzio, che non si arrendono e che scelgono di rialzarsi dopo ogni caduta.
Un inno alla libertà e al coraggio di essere se stesse
Il libro si chiude con un vero e proprio inno alla libertà, fondato sulla consapevolezza che una donna non deve necessariamente scegliere tra l’essere madre, compagna o professionista, ma può e deve essere semplicemente se stessa, sfidando convenzioni e luoghi comuni, incarnando perfettamente lo spirito di chi sceglie di rimanere “per chi vive nell’ombra ma fa più luce dei riflettori”.
Non chiamatemi First Lady si rivela una lettura scorrevole, brillante, originale e ricca di spunti di riflessione, capace di far sorridere, commuovere e pensare. È un libro consigliato non solo a chi è incuriosito dai retroscena della politica italiana, ma soprattutto a chiunque si sia sentito almeno una volta fuori posto o schiacciato dalle aspettative altrui, trovando infine il coraggio di abbracciare la propria unicità e scrivere il proprio capitolo.
Leggi l’intervista con l’autrice Elisa De Leo: Il giudizio degli altri non definisce il mio valore: in dialogo con Elisa De Leo, “Non chiamatemi First Lady” – Voci di domani


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