Roby è un’italiana di 39 anni che vive a Londra, ha molti interessi e tre lavori che ama e che la tengono parecchio impegnata nella metropoli dei suoi sogni.
Da qualche tempo, però, le sembra di trovarsi a un punto morto: non riesce a conoscere un uomo seriamente intenzionato a creare una famiglia; ha scoperto che uno dei suoi più cari amici le nascondeva un segreto doloroso; soprattutto, sente di essere chiamata a fare altro, anche se non sa bene cosa. Così, stanca di sentirsi bloccata su vari fronti, decide di partire da sola all’avventura nel Sud-Est asiatico, per tre mesi: prima tappa, Sri Lanka.
Qui sceglie di fare un esperimento: se davvero tutto il nostro dolore deriva dalle aspettative che nutriamo, come può essere la vita quando non si ha nessun progetto? Con questa domanda in testa, parte senza avere pianificato nulla.
«Universo, mi affido a te» diventa il motto che l’accompagnerà durante il viaggio in quel paese meraviglioso, ricco di sorprese e di contrasti. Ma l’Universo… l’amerà davvero?
Pubblicato con la casa editrice L’Età dell’Acquario, questo libro è il racconto fresco e autoironico di cosa può succedere quando ci si affida all’Universo. Scritto sotto forma di diario, regala sorrisi ed emozioni, ed è dedicato a tutte le donne che si sentono bloccate, perché ci invita ad andare alla scoperta del mondo in tutta la sua ricchezza, liberandoci da tante paure immotivate.

Intervista con l’autrice
Il suo libro nasce da un’esperienza reale, quando ha capito che quello che stava vivendo non sarebbe rimasto soltanto un ricordo personale ma sarebbe diventato un libro?
Solo al ritorno. Mentre viaggiavo mi sono detta più volte che prima della partenza avrei dovuto contattare qualche programma televisivo, e farmi dare magari delle microtelecamere nascoste, perché ne sarebbe uscito un documentario-reality originale e divertente, ma non avevo mai pensato a un libro. A luglio 2018 sono poi andata a vedere Elizabeth Gilbert che, a Londra, parlava della sua vita e libri, e la sua vulnerabilità e trasparenza mi aveva ispirato moltissimo. È lì che mi sono detta che anche io avevo una bella storia da raccontare.
Universo, mi affido a te è diventato il motto del viaggio. Cosa succede quando smettiamo di pianificare e creare aspettative? Qual è stata la scoperta più sorprendente che ha fatto?
Sì, Universo, mi affido a te era il mio mantra, e mi riempie di gioia sapere che è diventata un’espressione d’uso corrente in molti dei miei lettori. La scoperta più sorprendente che ho fatto è che tutto l’Universo, di fondo, gioca a nostro favore, è sempre volto a nostro beneficio. Nel momento in cui ci “togliamo di mezzo” e la smettiamo di controllare, forzare, resistere, opporci, e scegliamo di co-creare con Lui, seguendo il flusso degli eventi, la vita ci riserva sorprese di una perfezione tale che neanche organizzandole noi a tavolino avremmo potuto fare succedere.
Il viaggio il Sri Lanka le ha regalato sorprese ma anche contrasti e situazioni probabilmente molto lontane dalla sua comfort zone. Qual è stata la situazione che l’ha messa più alla prova?
Non mi viene in mente nessuna situazione specifica in cui mi sono sentita messa in difficoltà. Forse la cosa più difficile è stato vedere quanto insidiose siano le aspettative, che continuavano a fare capolino, anche quando pensavo di non averne più. Ho dovuto spesso richiamare alla memoria che ero partita anche per fare il mio esperimento prsonale in merito.
Quali temi della sua esperienza personale ha scelto di portare nel libro, trasformandoli in una riflessione più universale?
Oh, ce ne sono tantissimi. Le aspettative disilluse sul come pensavamo che la nostra vita sarebbe andata, la solitudine e il non sentirsi capite, il desiderio di maternità frustrato, l’importanza del fermarsi e rimettersi al centro, il coraggio del fare le scelte per amore e non per paura, la fiducia come antidoto all’ansia, il viaggio come strumento di crescita… E ancora: l’autoironia che ci salverà sempre, la sorellanza, l’importanza del lasciare andare.
Che domanda vorresti che ogni lettore si facesse dopo aver letto il tuo libro?
Una cosa che mi rattrista molto è quanta gente si faccia frenare dalle paure, tant’è che aiutare la gente a superarle è diventato il fulcro del mio lavoro come life-coach. Vorrei quindi che la gente si chiedesse: Ma questa scelta la sto facendo per paura o per amore? E se è per paura, che provo ho che sia una paura fondata?
Scrivere Universo, mi affido a te le ha fatto scoprire una voce narrativa che vorrebbe continuare a esplorare?
Decisamente. Mi è piaciuto molto scriverlo, e ho visto che tra una battuta e una risata sono arrivati tanti messaggi ai miei lettori. L’introspezione e le riflessioni che il diario mi permette di fare, accompagnate da tanta autoironia e sarcasmo, riflettono bene il mio connubio di profondità e leggerezza. Sto ultimando il secondo libro, che è appunto il sequel di Universo, mi affido a te, in cui racconto il mio secondo mese di viaggio, stavolta nell’India del Sud.

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