Le scelte possono condizionare la vita tracciando percorsi impensabili?
Manuel, istruttore amministrativo, con la passione per la presentazione di eventi, in un turbinio di emozioni contrastanti, dovrà rapportarsi con le sue decisioni, dettate dal cuore ma che, in alcuni casi, non saranno sufficienti per raggiungere realmente ciò a cui aspira. L’incontro con Anastasia ne sarà la prova. Quest’ultima, sarà artefice di un finale in grado di riportare il giovane professionista al suo passato, dal quale, probabilmente, non si sarebbe mai voluto allontanare.

Intervista con l’autore
Il sapore delle scelte è un titolo che contiene una parola chiave del romanzo: sapore. Che gusto hanno, secondo lei, le scelte che facciamo nella vita?
Ogni scelta presuppone, secondo me, coraggio e soprattutto determinazione. Elementi che mi appartengono e che spesso sono stati necessari per il raggiungimento di determinati scopi, tanto da rendere il “sapore” delle scelte gradevole. Il cuore fa la differenza e quel senso di umanità, unitamente ai valori che attualmente vengono a mancare, spesso e purtroppo, fa la differenza. Da questo punto di vista il romanzo riflette anche quest’ultimo aspetto.
Manuel è un uomo diviso tra ambizioni, desideri, lavoro, passioni e sentimenti. Che cosa ha voluto raccontare in particolare di questo protagonista che porta dentro di sé le caratteristiche dell’uomo contemporaneo?
Il sacrificio, l’impegno e il coraggio di un giovane dei nostri giorni che spesso volge lo sguardo verso le necessità altrui anziché le proprie, con una disponibilità e bonta d’animo che è un tratto caratteristico della sua persona alla base anche di scelte dettate dal cuore ma che produrranno conseguenze, inaspettate? Chissà.
L’incontro con Anastasia rappresenta per Manuel un vero punto di svolta. Senza anticipare troppo ai lettori, che cosa porterà Anastasia nella vita del protagonista?
Scompiglio, non solo da un punto di vista affettivo, ma la vita di Manuel assumerà contorni particolari, delicati, che metteranno a dura prova la tenuta mentale del giovane impiegato. Anastasia è una ragazza insicura e questo suo modo di porsi, poco chiaro, verso colui che la fa stare bene, influirà sull’animo del ragazzo che dovrà fare i conti con un’altalena di emozioni difficili da gestire. Quell’incontro gli farà pensare al passato, al “suo” passato, che ha lasciato con tanti interrogativi che riecheggiano.
Lei ha parlato di una necessità di “scrivere, raccontare, per spingere i lettori alla riflessione”. Qual è la riflessione che vorrebbe rimanesse al lettore una volta chiuso il libro?
Raccontare significa, secondo me, anche vivere, immedesimarsi, comprendere, valutare e da lì riflettere. Vorrei che oggi, tutti, indistintamente, aprissero gli occhi dinanzi ad una realtà che corre veloce dove spesso determinati segni, anche semplici gesti, non assumono il valore che meritano perché, come si diceva, sottomessi da una superficialità che lede il vero significato di ciò che si compie.
In una società spesso d’apparenza riscopriamo il senso delle cose e delle persone, prima che sia troppo tardi, perché “ciò che si perde non sarà più come prima”.
Nei suoi romanzi torna il tema generazionale. Cosa rappresenta per lei questo filone e perché sente di volerlo raccontare?
I temi sociali giovanili sono stati da sempre al centro di iniziative protese proprio alla sensibilizzazione su aspetti contemporanei che riguardano i giovani, essendo anche presidente di un’associazione, “Social – Disco”, che si occupa di questo. La lettura di un romanzo del genere segue quel filone educativo, o meglio, conoscitivo di una realtà forse non del tutto nota ai genitori e la prevenzione risulta necessaria, in un’era in cui si “chatta” molto ma si parla poco e le relazioni diventano effimere e superficiali.
Manuel è anche istruttore amministrativo, ma coltiva la passione per la presentazione degli eventi. È un elemento che richiama in qualche modo il suo percorso professionale. Quanto della sua esperienza di speaker e presentatore è entrato nella costruzione del personaggio?
Nel romanzo vi sono molti aspetti biografici, compresa la passione che mi porto dentro ormai da diversi anni, sin dai tempi universitari. L’amore per la comunicazione è un modo per evadere dalla quotidianità, quelle motivazioni che ti spingono a fare sempre meglio e che rendono tutto piacevole anche solo nel comunicare qualcosa che possa catturare il pubblico, con la grande carica che solo chi la prova può capirla realmente. E Manuel lo sa.
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Biografia di Maurizio Schettino
Maurizio Schettino (1987) è autore, speaker radiofonico, consulente musicale, ideatore, organizzatore e presentatore di eventi, per enti pubblici e privati, compresi concerti con nomi di rilievo del panorama musicale italiano. Impiegato nella pubblica amministrazione, nel 2011 ha conseguito la laurea magistrale in “Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale”, presso l’Università degli Studi di Salerno.
Insieme alla passione per la musica e la comunicazione, unita all’interesse per l’ambito sociale generazionale, ha scritto, diretto e prodotto quattro cortometraggi sui temi: bullismo, dipendenze, incidenti stradali e precariato, affrontando disagi e problematiche dei giovani oggi. È presidente dell’associazione di promozione sociale “Social – Disco”, con cui ha ideato e realizzato l’omonimo evento, “La discoteca della prevenzione”, il primo interamente dedicato alla promozione del sano divertimento, che gode di varie partnership istituzionali, di scena ogni anno in diverse città, in cui protagonisti sono
anche numerosi testimonial dello spettacolo.
Autore, per Print Art Edizioni, di due romanzi, “Gli occhi Lucidi” (2017) e “La distanza non conta” (2020), presentati in tutta Italia, ottenendo un considerevole riscontro di vendite e recensioni che hanno evidenziato il valore sociale ed educativo.
Menzione Speciale al premio letterario internazionale “Nova Sociale” Memorial Cav. Matteo Sorrentino.

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