Recensione di Sara Candurro
È possibile che il cibo, quando è condiviso, abbia un sapore migliore? Davvero mangiare insieme rappresenta un momento di felicità? Nitani, impiegato ligio e ambizioso in una grande azienda dell’area metropolitana di Tokyo, non ci crede proprio, anzi: l’idea che il suo tempo possa essere in qualche modo condizionato da pranzo e cena gli è insopportabile.
Le delizie della signorina Ashikawa (Marsilio, 2023) di Junko Takase è un romanzo che racconta il mondo del lavoro giapponese attraverso due personaggi molto diversi, utilizzando il loro rapporto per mettere in discussione un modo di vivere fondato sulla fretta, sulla produttività e sulla rinuncia al tempo personale.
Il protagonista, Nitani, è un impiegato ligio, ambizioso e completamente immerso nel proprio lavoro, tanto da arrivare a pensare che il tempo dedicato a mangiare sia quasi tempo sottratto alla produttività. È proprio all’interno di questo ambiente che Nitani incontra Ashikawa, una collega che inizialmente guarda con una certa diffidenza, in quanto ai suoi occhi la donna rappresenta l’opposto della mentalità a cui è abituato.
La ragazza, infatti, non vive il lavoro come una corsa continua e attribuisce importanza anche ad altre attività al di fuori di esso. Eppure, questo suo genuino modo di vivere, finisce per conquistare l’attenzione di Nitani.
Il confronto tra i due personaggi permette all’autrice di affrontare il tema del lavoro da prospettive differenti e a fare da ponte tra queste due visioni è soprattutto il cibo. Ashikawa, infatti, prepara per i colleghi dolci fatti in casa e, attraverso questi piccoli gesti, restituisce al cibo un significato che va ben oltre il semplice nutrimento.
E in una società che impone ritmi professionali impietosi, la sua diventa una scelta rivoluzionaria, in cui la rivendicazione della cura di sé e degli altri e la ricerca dell’appagamento passano anche attraverso l’amore per il cibo.
Mangiare diventa un’occasione per fermarsi, stare insieme, prendersi cura di sé e degli altri, facendo diventare un pasto uno strumento per recuperare una dimensione umana che il ritmo del lavoro rischia continuamente di cancellare.
La tematica della funzione relazionale del cibo, che spesso ricorre nella letteratura giapponese, vorrebbe far soffermare il lettore sul fatto che, in un mondo sempre più frenetico, sono proprio i dettagli a rischiare di essere sacrificati per primi e la cucina diventa quindi una forma concreta di attenzione verso sé stessi e verso chi ci circonda.
In questo libro, Takase mette in scena una società divisa tra tradizioni e pressioni sociali, tra carriera e vita privata, mostrando quanto possa essere difficile trovare un equilibrio tra queste due dimensioni.
Le delizie della signorina Ashikawa mette in scena le contraddizioni di un paese diviso tra regole ed eccessi, tradizionalismo e ribellione, dove è quasi impossibile trovare un equilibrio tra la carriera e il privato; una scissione che si riflette anche nel modo in cui ognuno sceglie di fare la spesa.
