Articolo di Alessia Maselli

Martedì 8 settembre a Corcagnano (PR) nella sede di Casa Azzurra-Associazione Traumi è successa una magia. Ci siamo incontrati con l’autore Valerio Varesi e abbiamo parlato del suo ultimo romanzoÈ sangue di noi tutti“. Libro che tratta di una pagina della storia molto toccante e difficile: la strage di Reggio Emilia del 7 luglio 1960 in cui morirono 5 persone, alcuni ex partigiani, uccisi dalle forze dell’ordine.

A moderare l’evento è stato Andrea Nizzoli, che ci ha guidato in un affascinante tour storico attraverso gli eventi accaduti, contribuendo a creare un’atmosfera intensa, resa ancora più significativa dalla presenza e dalla disponibilità di Varesi.

L’autore e giornalista ci ha coinvolti in un dialogo approfondito sui fatti accaduti quel 7 luglio del 1960 e su come abbia costruito il suo romanzo partendo dai racconti raccolti, dalle testimonianze di chi è rimasto, andando a parlare con le persone, e anche un po’ immaginando ciò che poteva essere successo.

Varesi ha ricordato della famiglia di contadini di Afro Tondelli, quinto di otto figli ed ex partigiano, morto quel 7 luglio a soli 36 anni. Ha raccontato anche di Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi e Marino Serri. I “Morti di Reggio Emilia”. Tutti operai dai 19 ai 41 anni morti in questa strage.

Ci racconta con immagini vivissime, raccolte dai testimoni, di quando gli scioperi venivano soppressi dalle forze dell’ordine e gli operai per salvarsi fuggivano nelle fabbriche passando dalle finestre a piano terra, lasciando scie di sangue che restavano come testimonianze per settimane. 

Ha rievocato la storia del vescovo di Reggio, Beniamino Socche che in occasione di questa manifestazione fece chiudere la chiesa, e durante la strage chi ha cercato lì riparo rimase chiuso fuori. L’autore ha ricordato che lo stesso Socche si rifiutò di celebrare i funerali dei morti.

Varesi è entrato anche nel vivo della sua narrativa, raccontando come abbia immaginato e costruito, nel suo romanzo, il personaggio del poliziotto: un uomo egoriferito, poco incline ad accettare le idee altrui, insicuro di sé. Un’insicurezza che nella narrazione di Varesi si traduce in un atteggiamento spesso aggressivo e in una costante disponibilità allo scontro.

Lo scrittore, rispondendo alle domande di Nizzoli, ci ha regalato una bellissima discussione facendo un tuffo nella tragica storia di allora e lasciandoci con l’interrogativo che forse accomuna un po’ tutti: la storia si sta ripetendo?

Nessuna risposta, tante speranze. La serata si è conclusa con un piccolo rinfresco organizzato da noi volontari della biblioteca di Casa Azzurra, un momento che ha contribuito a rendere speciale questa bellissima serata!

Grazie a tutte le persone che sono intervenute, ad Andrea Nizzoli un moderatore attento e simpatico, a tutti i volontari della biblioteca di Casa Azzurra, ad “Associazione Traumi” per averci ospitati nella loro sala e alle ragazze sempre presenti e disponibili. Ma un enorme grazie va a Valerio Varesi per la infinita disponibilità e simpatia.


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