La redazione di un grande giornale è lo specchio del mondo, della società che deve raccontare. Nel bene e nel male. Nella Torino post-olimpica, un gruppetto di cronisti si ostina a difendere i principi di una professione che, se fino a ieri era minacciata solo da disonesti e venduti, ora deve anche affrontare una devastante rivoluzione digitale.

Beppe Minello, tra l’ironico e lo scherzoso e forte di quarantadue anni vissuti da cronista, racconta, tra l’orribile omicidio di un consigliere comunale e una milionaria speculazione edilizia, le peripezie e le battaglie, dentro e fuori la redazione, di giovani e vecchi cronisti decisi a difendere una professione che è e resterà un pilastro della società democratica solo se sarà capace di tenere duro sulle regole fondamentali che, da sempre e a ogni latitudine, guidano la ricerca della verità: cercare le notizie, controllarle e pubblicarle (sempre).

Matteo Pavese è il più anziano ed esperto di un gruppetto di cronisti che, per amicizia e ognuno per le sue competenze, si trova a indagare sull’apparente omicidio di un consigliere comunale protagonista di dure battaglie contro una milionaria speculazione edilizia. Indagini che diventano articoli e scatenano la reazione di chi si sente minacciato nei propri interessi. Sembra quasi una storia semplice, ma non è così: i nemici, infatti, sono anche dentro la redazione – e non solo fuori.

Impegnati su due fronti, l’Anonima cronisti porterà alla luce le malefatte degli speculatori e dei loro amici e scoprirà un legame tra i disonesti di oggi e quelli che, un quarto di secolo prima, avevano orchestrato una truffa miliardaria (in vecchie lire) a Pinerolo.

Anonima cronisti è anche un viaggio nella Torino trasformata dai Giochi olimpici e tra i protagonisti, non tutti positivi, di una rivoluzione edilizia e culturale che ha pochi precedenti. Dalla Chiesa del Santo Volto, ai grattacieli sorti dove un tempo pulsava la Torino industriale; dagli scali ferroviari abbandonati, le cosiddette spine del Piano regolatore, alla casbah di Porta Palazzo. E poi a Pinerolo e nella Riviera di Ponente a Rollo, borgo affacciato sul golfo di Andora.

Infine è un viaggio, forse il più importante, che svela i retroscena, sconosciuti ai più, della vita di una redazione di un grande giornale e delle sue dinamiche, belle e brutte. Un giornale che potrebbe essere uno qualsiasi, perché i meccanismi – e le porcherie – che regolano i templi della notizia sono uguali ovunque.

Beppe Minello è nato a Venaria dove ancora vive e dove ha iniziato la sua carriera da giornalista dal gradino più basso: corrispondente di provincia. È stato assunto a La Stampa a ventidue anni, quando ancora frequentava Giurisprudenza. All’interno del giornale torinese ha lavorato quarantadue anni uscendone Caporedattore. Ha coperto tutti i settori della Cronaca e quando ha deciso di scrivere Anonima cronisti ha pensato fosse una passeggiata di salute – mettendoci tre anni per togliersi di dosso il vestito da cronista e indossare quello dello scrittore. Nel poco tempo libero lasciatogli dal lavoro è riuscito comunque a diventare un buon cuoco, un appassionato velista e ciclista. Sposato con Claudia ha un figlio, Matteo, straordinario fabbro-designer.

Accogliere Anonima cronisti di Beppe Minello è stato come riconoscere, fin dalle prime pagine, una voce narrativa già consapevole e in evoluzione. L’autore ha saputo rimettere mano al proprio manoscritto con intelligenza e sensibilità, trasformandolo in un esordio solido, vivido e coinvolgente. Un romanzo che non si limita a raccontare, ma lascia intravedere un percorso più ampio: di quelli destinati a crescere e a farsi ricordare, aprendo naturalmente la strada a ciò che verrà dopo.

Lavorare su Anonima cronisti è stato a dir poco piacevole: i lettori troveranno un giallo ricco di ironia, che descrive minuziosamente il mondo della redazione sorprendendo, pagina dopo pagina, per la sua spigliatezza e originalità. Torino, Pinerolo, le montagne piemontesi, la Riviera ligure di Ponente: tutti questi luoghi sono presentati con affetto e cura; sarà difficile, anche per chi non ci è mai stato, non sentirsi “uno del posto” con questo libro fra le mani.

Ben poca. Attenzione: nel senso che tutto è inventato, ma ispirato a persone, o a loro singole caratteristiche, a fatti, eventi reali che ho incontrato e vissuto in tutti questi anni da cronista. La realtà è così ricca e sorprendente che, anche impegnandomi, non riesco a inventare nulla di sana pianta e più interessante di ciò in cui ho avuto la fortuna d’imbattermi. Appartengo pienamente alla scuola del scrivi di ciò che conosci. E la scrittura, sia pur prima da cronista e oggi da scrittore, diciamo, alle prime armi, è da sempre lo strumento migliore che possiedo per comunicare stati d’animo, idee, riflessioni, passioni. Ed è molto appagante. Avrei dovuto avvicinarmisi prima, ne avrebbe giovato il mio lavoro di cronista quando la cosa che mi entusiasmava di più era scoprire notizie, approfondire temi complessi e il mettermi davanti a una tastiera lo consideravo un accidente della storia, un male necessario

Anonima cronisti

Prezzo 18,50

Pagine 272, brossura

Uscita 15 maggio 2026

ISBN 9788892912700

Collana Le Vespe

Genere Giallo


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