Dal giornalismo alla narrativa, passando per la radio, la scrittura di blog e la direzione di una testata: il percorso di Letizia Meuti è quello di un’autrice che ha fatto dell’osservazione della realtà il filo conduttore della propria scrittura. Nel 2020 fonda e dirige il quotidiano Roma-News, esperienza che rafforza il suo sguardo attento alle trasformazioni della società e alle storie delle persone.
Oggi Letizia Meuti (autrice iscritta alla SIAE) si dedica interamente alla narrativa, raccontando nei suoi romanzi le contraddizioni, i legami, le fragilità e le scelte che caratterizzano il nostro tempo.
Da Un cinese napoletano (2024) a Tutta la vita (2025), fino al più recente Lamezia Terme – Milano Centrale (2026) il suo percorso letterario attraversa luoghi, relazioni e dimensioni umane, mettendo al centro personaggi in cerca di risposte e nuove consapevolezze.
Oggi incontriamo Letizia Meuti per scoprire i suoi libri, il percorso creativo, le intuizioni e le idee che danno vita alla sua scrittura.

Intervista con l’autrice
Buongiorno Letizia, ci racconti di lei: in che modo le sue passioni, i luoghi e le diverse esperienze vissute dal giornalismo alla radio, dai blog alla comunicazione, hanno contribuito a costruire il suo mondo narrativo?
Sono un’osservatrice mossa dalla curiosità per le storie umane. Il giornalismo, la radio e la comunicazione mi hanno insegnato l’ascolto, il ritmo e l’essenzialità delle parole. I luoghi della mia vita sono la scenografia dei miei libri: la narrativa è per me un luogo libero dove trasformo vissuto e viaggi interiori in racconti capaci di far risuonare l’anima di chi legge.
Partiamo dal tuo esordio: Un cinese napoletano. Qual è il tema che, attraverso il suo primo romanzo, sentiva più forte il bisogno di raccontare e che cosa voleva mettere a fuoco attraverso questa storia?
Con Un cinese napoletano volevo raccontare l’identità e l’appartenenza oltre i confini geografici. Il mio obiettivo era di mettere a fuoco l’incontro tra culture diverse e la forza dei legami inaspettati. Attraverso l’ironia e l’empatia desideravo mostrare come si possano abbattere i pregiudizi. È una storia che dimostra come la vera “casa” sia dove decidiamo di far radicare le nostre emozioni.

Con Tutta la vita torniamo nel mondo dei personaggi di Un cinese napoletano, ma cambiano scenario, età dei protagonisti e problematiche. Che cosa l’ha spinta a proseguire quel viaggio narrativo?
Volevo raccontare la crescita di Sofia e dei suoi amici immergendoli nella Toscana, un’altra terra che amo profondamente. L’intreccio con le sue tradizioni e la sua storia regala una cornice autentica alle loro sfide. Mostrare come le radici guidino il nostro futuro era la spinta ideale per continuare.

Che cosa rappresenta invece il suo ultimo libro Lamezia Terme – Milano Centrale all’interno del tuo percorso di scrittura e quale atmsfera possono aspettarsi i lettori da questa opera?
Lamezia Terme – Milano Centrale rappresenta la maturità del mio percorso, dove la musica incontra la narrativa. I lettori troveranno un’atmosfera nostalgica e vibrante, intrisa del ritmo del viaggio e delle canzoni. È un rito di passaggio tra il mare della Calabria e le luci di Milano. Un omaggio a chi cerca il proprio posto nel mondo senza perdere sé stesso.

Nei suoi romanzi tornano personaggi che cercano il proprio posto nel mondo, rapporti umani, cambiamenti, sogni, ripartenze. Esiste un filo rosso che attraversa tutta la sua narrativa e quali vibrazioni vorrebbe trasmettere attraverso i suoi protagonisti?
Il filo rosso è la costante ricerca di sé attraverso l’incontro con l’altro. I miei personaggi affrontano paure e ripartenze per trasformare le difficoltà in sogni realizzati. Volevo trasmettere vibrazioni di speranza, autenticità e il coraggio di ricominciare sempre. Desideravo che il lettore si sentisse accolto e mai solo nelle proprie fragilità.
Se un lettore leggesse i suoi libri, che cosa le piacerebbe che comprendesse di lei che non potrebbe capire leggendo la sua biografia?
Spero comprenda la mia profonda sensibilità nel cogliere le sfumature più intime delle emozioni. I fatti di una biografia raccontano cosa ho fatto, ma i miei libri dicono come ho sentito il mondo. Vorrei che leggesse tra le righe il mio rispetto per le fragilità umane e la mia fiducia incrollabile nei legami. Capirebbe che ogni storia è, in fondo, un pezzo del mio cuore.
Qual è la cosa che la rende più orgogliosa del percorso fatto finora e, guardando al futuro, quali nuovi territori narrativi sente il desiderio di esplorare?
La cosa che mi rende più orgogliosa è l’essere riuscita a trasformare le mie passioni in storie vive, toccando il cuore dei lettori. Orgogliosa di ogni passo fatto con autenticità, senza mai perdere la mia identità. Guardando al futuro, desidero esplorare romanzi più intimi e introspettivi, lasciando spazio a nuove sfumature emotive. Sento il bisogno di spingermi verso narrazioni dove il viaggio interiore diventa il vero protagonista.
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