Dopo aver conquistato i lettori con Parigi per caso, Filly Di Somma torna in libreria con Tokyo per sempre edito da Graus Edizioni, un nuovo romanzo che cambia scenario ma conserva lo stesso irresistibile invito a lasciarsi sorprendere dalla vita e dai luoghi che sanno trasformarla. Questa volta lo sfondo è il fascino magnetico della capitale giapponese, tra tradizioni millenarie, nuovi inizi e la ricerca di sé.
La trama
A trent’anni, Philippine ha tutto: una carriera brillante come giornalista televisiva, un appartamento elegante sulla Senna, una vita apparentemente perfetta a Parigi. Eppure si sente vuota, intrappolata nei resti di un amore finito.
Quando le viene offerto un trasferimento a Tokyo, parte senza esitare. Nella metropoli del Sol Levante, Philippine impara l’arte della cerimonia del tè, scopre il linguaggio degli inchini, si emoziona davanti ai ciliegi in fiore. Ogni giorno è una rivelazione, ogni incontro un tassello che compone il mosaico della sua nuova identità. E quando i suoi occhi incontrano quelli di un affascinante regista giapponese capisce che Tokyo non è più una fuga. Un romanzo che profuma di matcha e sakura, che celebra la bellezza delle cose effimere e il coraggio di ricominciare.
Intervista con l’autrice Filly Di Somma

In questa intervista scopriremo curiosità, ispirazioni e retroscena del nuovo libro: dal percorso creativo dell’autrice alle emozioni che l’hanno accompagnata nella scrittura. Un viaggio sensoriale tra parole, profumi, sapori e passioni per conoscere più da vicino l’universo narrativo di Filly Di Somma e lasciarsi trasportare dalla magia di una storia capace di far vibrare il cuore.
Benvenuta Filly e grazie per essere con noi. In Tokyo per sempre, la protagonista Philippine parte per Tokyo, ma il viaggio più importante è quello che compie dentro se stessa. Chi è questa donna e come la vedranno trasformarsi i lettori nel corso della storia?
Philippine è una donna che, all’inizio del romanzo, vive sospesa tra ciò che gli altri si aspettano da lei e ciò che, in fondo, desidera davvero. Quando sale sull’aereo diretto a Tokyo pensa di affrontare un semplice viaggio geografico, ma presto capisce che la destinazione più importante è quella interiore.
I lettori incontreranno una protagonista sensibile, determinata ma anche piena di fragilità, che imparerà a mettere in discussione le proprie certezze, ad affrontare le paure e ad aprirsi al cambiamento. Tokyo, con la sua cultura, i suoi contrasti e i suoi incontri, diventa lo specchio attraverso cui Philippine riscopre se stessa.
La sua trasformazione non avviene all’improvviso, ma passo dopo passo: attraverso le esperienze, le emozioni e le scelte che compie, acquisisce una nuova consapevolezza, imparando che il vero coraggio non è non avere paura, ma scegliere di vivere seguendo il proprio cuore. È questo il viaggio che spero rimanga ai lettori: quello di una donna che, partendo alla scoperta di un Paese lontano, finisce per trovare finalmente la propria strada.
Nel romanzo c’è la Tokyo da sogno e anche quella segreta che si scopre solo perdendosi tra le sue strade. Quale volto della città ha voluto raccontare e che atmosfera troveranno i lettori tra queste pagine?
Ho voluto raccontare una Tokyo autentica, fatta non solo dei suoi luoghi più iconici e scintillanti, ma anche di quegli angoli nascosti che si scoprono solo rallentando il passo e lasciandosi guidare dalla curiosità. È una città capace di sorprendere continuamente: moderna e futuristica, ma allo stesso tempo profondamente legata alle sue tradizioni, silenziosa nei templi e travolgente nei quartieri più vivaci. Tra queste pagine i lettori troveranno un’atmosfera fatta di meraviglia, scoperta ed emozione.
Tokyo non è soltanto lo sfondo della storia, ma diventa un vero e proprio personaggio che accompagna Philippine nel suo percorso di crescita. Ogni strada, ogni incontro e ogni dettaglio contribuiscono a far emergere un volto della città più intimo e umano, quello che si rivela solo a chi è disposto a perdersi per ritrovarsi.
È proprio questo il messaggio che ho voluto trasmettere: spesso i viaggi più belli iniziano quando smettiamo di seguire una mappa e ci lasciamo guidare dalle emozioni.
Tokyo per sempre celebra la bellezza delle cose effimere e il coraggio di ricominciare. Cosa ci insegna Philippine su questo delicato equilibrio tra lasciare andare e rinascere?
Credo che Philippine ci insegni che lasciare andare non significa perdere, ma fare spazio a una nuova versione di noi stessi. Nel corso della sua storia comprende che non tutto è destinato a durare per sempre e che proprio nell’impermanenza si nasconde una delle più grandi lezioni della vita: imparare ad accogliere il cambiamento senza smettere di credere nei propri sogni.
La sua rinascita non è priva di dolore, perché ogni nuovo inizio richiede il coraggio di salutare ciò che non ci appartiene più. Ma è proprio attraverso questa consapevolezza che Philippine ritrova la propria forza e scopre che ogni fine può trasformarsi nell’inizio di qualcosa di straordinario.
Con Tokyo per sempre ho voluto raccontare che la vera felicità non nasce dal trattenere ciò che inevitabilmente cambia, ma dalla capacità di vivere ogni istante con pienezza, custodendo ciò che ci ha resi migliori e trovando il coraggio di aprire il cuore a ciò che deve ancora arrivare.
Se il romanzo fosse un piatto giapponese, quale sarebbe?
Se Tokyo per sempre fosse un piatto giapponese, sarebbe un ramen. A prima vista può sembrare un piatto semplice e rassicurante, ma in realtà racchiude una straordinaria profondità di sapori, proprio come la storia di Philippine. Ogni ingrediente ha un ruolo preciso e contribuisce a creare un equilibrio unico: c’è la dolcezza dei momenti più luminosi, l’intensità delle emozioni, il calore degli incontri e quel pizzico di nostalgia che resta nel cuore anche dopo l’ultima pagina.
Come una ciotola di ramen, anche il romanzo invita a rallentare, ad assaporare ogni momento senza fretta e a lasciarsi avvolgere da un viaggio che scalda l’anima. E, proprio come accade con un buon ramen, spero che, una volta terminato, ai lettori resti il desiderio di tornare ancora una volta a Tokyo, tra quelle pagine.
Dopo Parigi per caso ci ha portati a Tokyo per sempre. Se questi romanzi sono due tappe di un viaggio, quale percorso raccontano di Filly Di Somma non solo come scrittrice ma anche come donna?
Credo che Parigi per caso e Tokyo per sempre raccontino, in modi diversi, anche una parte del mio percorso come donna oltre che come scrittrice. Ogni storia che scrivo nasce da emozioni autentiche, da esperienze vissute o immaginate con il cuore, e inevitabilmente porta con sé qualcosa di me.
Parigi per caso rappresenta la scoperta, la leggerezza del lasciarsi sorprendere dalla vita e dall’amore. Tokyo per sempre, invece, è un romanzo più maturo e introspettivo: parla di cambiamento, di rinascita e del coraggio di scegliere se stessi, anche quando significa affrontare l’incertezza.
Come autrice sento di essere cresciuta insieme ai miei personaggi. Ho imparato ad ascoltare ancora di più le emozioni, a dare spazio alle sfumature e a raccontare storie che non siano solo viaggi tra luoghi lontani, ma soprattutto viaggi interiori. Se questi due romanzi sono due tappe dello stesso percorso, credo raccontino una continua ricerca: quella della bellezza, dell’autenticità e della consapevolezza che ogni viaggio, in fondo, ci cambia un po’ e ci restituisce una versione più vera di noi stessi.
Biografia dell’autrice
Filly Di Somma è nata a Castellammare di Stabia nel 1972 e vive tra Roma e Parigi. Giornalista e pubblicista specializzata nel settore turistico, alberghiero, artistico e culturale, ha dedicato la sua carriera a raccontare paesi e culture lontane, con un’attenzione particolare per Francia e Giappone. Laureata in Lingue e Civiltà Orientali (sezione Estremo Oriente) presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, ha studiato a fondo la lingua e la cultura giapponese. Tokyo, per sempre è il suo secondo romanzo, dopo Parigi, per caso (Paris, par hasard), tradotto in francese e pubblicato in Francia, Belgio, Svizzera e Canada.

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