Come è nato e si è sviluppato il genere di manga e anime noto come boys’ love yaoi? Qual è l’ispirazione dietro al personaggio emblematico del bishōnen, il ‘bel ragazzo’ che incarna il valore estetico di bellezza maschile idealizzata e sublime? Come si è arrivati a parlare di semeuke e moe?

Queste e altre domande relative a questo genere di manga trovano risposta nelle quattro storie brevi raccolte nel volume di Mori Mari Il bosco degli amanti, tradotto per la prima volta in una lingua occidentale.

Il genere boys’ love vanta un’origine letteraria finora sconosciuta, dalla quale però non si può prescindere se si vuole comprendere a pieno la realtà dell’amore maschile così come concettualizzato, idealizzato, illustrato e narrato nelle storie yaoi.

Quattro storie brevi, tragiche, strazianti, scritte con un linguaggio poetico dal fortissimo impatto emotivo, così come transitori, tragici e struggenti sono gli amori maschili che qui vengono raccontati. In particolare, è l’amore tra uomo e ragazzo che viene mirabilmente descritto, da una prospettiva squisitamente giapponese che si rifà a una tradizione letteraria omoerotica, e più specificamente pederastica di lunga durata, a cui viene aggiunto quel tocco di femminilità che è diventato poi un tratto distintivo e una caratteristica imprescindibile delle storie boys’ love.

In quella fase storica e culturale di transizione nella quale la società giapponese si sforzava di riprendersi dalla tragica sconfitta della Seconda guerra mondiale, e nel farlo si ritrovava ormai cambiata e sempre più alle prese con un processo di occidentalizzazione graduale ma inarrestabile, Mori Mari racconta di relazioni amorose fra uomini e “bei ragazzi”, in un intreccio di dinamiche, ombre, segreti e passioni che sfidano il puritanesimo e

i divieti morali della tatemae (la vita pubblica) e accendono i riflettori su una honne (la vita privata) nella quale i maschi che amano altri maschi sono liberi di amarsi e di vivere a pieno i propri amori.

Mori Mari (1903-1987) è stata una scrittrice, saggista e traduttrice giapponese, figlia maggiore e prediletta del celebre scrittore Mori Ōgai.

Originaria di Tōkyō, strinse un legame fortissimo con la Francia, dove visse per alcuni anni. Il suo anticonformismo e rifiuto dei valori tradizionali giapponesi, la sua forte ispirazione e passione femminista e la sua vasta conoscenza delle culture europee e della letteratura le hanno permesso di creare quel mondo artistico idealizzato, caratterizzato da sublime bellezza e delicatezza, che è tipico del genere di manga e anime conosciuto come boys’ love o yaoi.

Il suo romanzo breve Koibitotachi no mori (Il bosco degli amanti, 1961), per il quale la scrittrice fu insignita del premio letterario Tamura Toshiko, è da sempre considerato il precursore letterario di questo genere di manga divenuto ormai un simbolo della cultura pop a livello globale.

Fonte Lunieditrice.com


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“L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.”

Italo Calvino

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