Non avevo mai provato l’ebbrezza del rischio che scompiglia le certezze. Mai incuneato il piede sull’acceleratore degli eventi. Aspettavo che accadessero, con mestizia. Accumulavo anni, crescevo senza vivere veramente. Poi capii.

Capii che solo correndo il pericolo di perdermi avrei trovato me stessa sulla strada della vita: solo accettando il difetto di fabbrica come parte di me.

Quando Eva, giovane praticante avvocata a Roma, è costretta a tornare a Bari perché il padre ha deciso di vendere la villa di famiglia, la morte della madre Ambra riemerge in modo dirompente. A casa, l’odore è lo stesso di sempre, e a Eva sembra di sentire ancora lo schiocco del bacio di sua madre sulla fronte, l’acciottolio dei bicchieri che impilava nel pensile, la voce di lei che la chiama.

Ora Eva deve scegliere cosa buttare, cosa conservare. Gonne, giacche in tartan, pantaloni di seta, abiti sapientemente cuciti dalle mani agili di Ambra. E in fondo all’armadio, un diario nascosto rivela un amore segreto e un passato che Eva non sapeva esistesse, intrecciato con un uomo di nome Fabio e con gli orrori dell’assedio di Sarajevo. Il nome di quell’uomo sconosciuto diventa per Eva un mistero e una soglia, l’inizio di un viaggio dentro una storia che non le è stata mai raccontata, ma che esisteva ben prima di lei.

Eva, però, non è sola. Accanto a lei c’è Valentina, conosciuta al Vanilla Lips, un labirinto di velluto e luci soffuse in cui valgono regole diverse da quelle del giorno. Ed è proprio qui, in questo luogo ai margini, che prende forma un legame tra donne fatto di ascolto e responsabilità reciproca, uno spazio di fiducia in cui Eva imparerà a riconoscersi.

Nel suo romanzo d’esordio, Cinzia Cognetti, con una scrittura vivida ed evocativa, firma una storia di formazione intensa e luminosa, in cui il lutto e il dolore sono il varco attraverso cui costruire la propria identità. Diventare adulti, sembra dirci, significa accettare che le persone che amiamo non coincidano con il nostro racconto di loro. E solo riconoscendone il mistero possiamo, forse, riconoscere noi stessi.

CINZIA COGNETTI è pugliese e vive a Bari. Ha esordito nel 2010 vincendo il concorso di microletteratura di Feltrinelli Editore. È autrice della raccolta Scatole nere (Les Flaneurs, 2018) e di numerosi racconti apparsi in antologie, tra cui Attenti al cane, a cura di Marcello Introna (Laterza, 2019), accanto a Mario Desiati, Gianrico Carofiglio e Antonella Lattanzi. Collabora con il magazine Amazing Puglia ed è tra i vincitori del concorso “18 anni di Gelsorosso”, con presidente di giuria Stefania Auci.

Editor, docente di scrittura creativa e promotrice culturale, è fondatrice del circolo di lettura Coolture Club Bari.


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