Vivere in piena consapevolezza a 360º. Conoscere, comprendere e migliorare per cambiare intelligentemente la propria vita (Albatros Il Filo, 2025) della Dott.ssa Lydia fornisce a lettori e lettrici gli strumenti necessari per sviluppare una piena consapevolezza della propria vita, con tutti i benefici che ne derivano.

Partendo dalla propria esperienza, l’autrice analizza diversi aspetti dell’esistenza, dall’amore al lavoro, dal tempo libero agli impegni famigliari, invitando a riflettere su come spesso ci lasciamo guidare da persone ed eventi senza realmente comprendere dove ci porteranno.

Poiché il potere di cambiamento risiede solo in noi, la lettura di questo testo non propone ricette miracolose, ma spunti utili per una nuova prospettiva su situazioni, aspetti e approcci, ponendoci domande a cui non sempre siamo pronti e preparati a rispondere, perché ciò implicherebbe assumerci le nostre responsabilità e prenderci cura di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda. Tuttavia, è proprio questo processo che ci aiuterà a diventare persone migliori e, soprattutto, più consapevoli.

Qual è stata la motivazione principale che l’ha spinta a trasformare la sua esperienza in un libro?

    Il mio ruolo di consulente imprenditoriale digitale ha fatto scaturire la nascita di questo libro. Mi ero accorta, infatti, che molte delle domande che ricevevo riguardavano aspetti di identità, visione e motivazione, più che semplicemente strumenti o strategie online. Spesso chi si rivolgeva a me per migliorare la propria presenza digitale e ottimizzare i contenuti web non aveva una reale chiarezza su chi fosse e su cosa volesse comunicare. Ciò che per me era naturale o evidente, per altri non lo era affatto. Da qui è nata l’idea di condensare in un libro le informazioni e le riflessioni che condividevo abitualmente nel mio lavoro, affiancandole alla testimonianza della mia esperienza di vita consapevole, per offrire spunti utili alle persone per lavorare su sé stesse a 360°.

    Salve Dott.ssa Lydia, nel libro affronta temi come amore, lavoro, tempo libero e famiglia. Quale di questi ambiti è oggi più difficile da vivere con consapevolezza e perché?

    Probabilmente, il lavoro. Spesso ci identifichiamo completamente con il ruolo che svolgiamo, dimenticando di essere prima persone e poi professionisti. I ritmi accelerati, la pressione sulle prestazioni, lo spazio mentale che va ben oltre l’orario lavorativo e la continua connessione digitale rendono difficile fermarsi a riflettere sulla valenza di ciò che facciamo. Questo può farci perdere l’equilibrio tra l’attività professionale e gli altri aspetti della vita, come relazioni, tempo libero e cura di sé, trasformando il lavoro nell’unico scopo della vita e facendo dipendere il nostro valore e successo esclusivamente dai risultati professionali. Ritrovare consapevolezza nel lavoro significa riconoscere che esso è solo una parte della vita, viverlo con maggiore presenza e intenzionalità e ritrovare coerenza tra chi siamo e ciò che facciamo.

    Quali piccoli gesti quotidiani possono aiutarci a sviluppare maggiore attenzione verso noi stessi e ciò che ci circonda?

    La consapevolezza nasce dalla semplicità: adottare il sorriso, conversare con gentilezza e agire con cortesia; non reagire in maniera impulsiva a persone o situazioni; fermarsi qualche minuto durante la giornata per interrompere il flusso dei pensieri e le azioni automatiche; evitare di fare troppe cose contemporaneamente; camminare, mangiare o leggere senza distrazioni digitali; ascoltare attivamente qualcuno. Coltivare l’accettazione, distinguendo ciò che possiamo cambiare da ciò che non dipende da noi può diventare un vero esercizio di consapevolezza. Prenderci un momento a fine giornata per riflettere con gratitudine su ciò che abbiamo vissuto e imparato contribuisce a rafforzare questo atteggiamento. Piccoli gesti come questi possono trasformare il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo intorno a noi.

    In che modo le relazioni affettive possono diventare uno spazio di crescita personale e non solo emotiva?

    Ogni singola relazione affettiva può diventare uno spazio di crescita personale quando funziona come uno specchio fedele, restituendoci un’immagine che ci costringe a uscire allo scoperto. In essa emergono aspetti di noi che spesso non riconosciamo da soli: fragilità, esigenze, aspettative e modalità di comunicazione. Capiamo che, per farla funzionare, dobbiamo imparare a negoziare, ad avanzare le nostre richieste senza imporle, a gestire la frustrazione quando le cose non vanno come vorremmo e a dialogare con chiarezza, anziché pretendere di essere letti nel pensiero. In questo senso, ciascuna relazione diventa una vera scuola: ogni conflitto risolto e ogni compromesso raggiunto non solo ci aiutano a stare bene insieme, ma allenano la nostra capacità di autoanalisi e trasformano l’affetto in una spinta consapevole a migliorare il modo in cui stiamo al mondo.

    Qual è il messaggio più importante che spera rimanga ai lettori dopo aver terminato il libro?

    Il messaggio principale che mi auguro rimanga ai lettori è che ciascuno è artefice della propria vita. Il libro invita a conoscere sé stessi, valutare le proprie scelte e affrontare le difficoltà senza lasciarsi sopraffare da ansia o frustrazione. Aiuta a riconoscere l’importanza delle relazioni e dei propri valori, e a prendere decisioni coerenti con la persona che si è. Non servono cambiamenti radicali o repentini: è un percorso continuo che, con allenamento costante, permette di gestire la quotidianità con maggiore sicurezza e chiarezza, rendendosi protagonisti del proprio cammino verso la piena consapevolezza in tutti gli ambiti.

    Scrivere questo libro ha cambiato il suo modo di vivere? E alla luce della sua opera cosa significa oggi per lei “prendersi cura di sé”?

    Non ha cambiato il mio modo di essere né il mio approccio alla vita, perché ho sempre vissuto e continuo a vivere in maniera consapevole, approfondendo sistematicamente la conoscenza di me stessa, che evolve e muta nel tempo. Tuttavia, scriverlo mi ha permesso di condividere questo stile di vita con gli altri, offrendo spunti concreti su come coltivare la propria consapevolezza e prendersi cura di sé nella vita quotidiana. Per me significa ascoltarmi, rispettare i miei tempi, fare i conti con i miei limiti, tutelare la mia integrità, riconoscere i miei bisogni e non sprecare tempo, energia o risorse dietro persone, situazioni o cose che non apportano valore aggiunto. Responsabilità, autodisciplina e buona educazione mi permettono di condurre la vita che desidero con leggerezza, equilibrio e realismo, una leggerezza che non è superficialità, ma nasce da una serenità consapevole.


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