Dal 20 al 22 marzo 2026, il Superstudio Maxi ospita la X edizione della fiera: un decennale nel segno di Emily Dickinson e del coraggio della parola autonoma.

C’è un’immagine di Emily Dickinson che, dal 1861, sfida la forza di gravità del cinismo: la speranza come «creatura piumata» che si posa sull’anima, leggera e resistente. È a questi versi che Book Pride, la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente, affida il manifesto della sua decima edizione. Un traguardo tondo, una celebrazione dello spazio che i piccoli e medi editori occupano nel nostro ecosistema culturale.

Sotto il coordinamento di Francesca Mancini e la curatela di Marco Amerighi e Laura Pezzino, il programma di quest’anno tesse una trama che unisce l’urgenza della cronaca alla profondità della saggistica d’autore.

Spiccano i nomi internazionali come la catalana Clara Usón, che con Le belve (Sellerio) seziona i veleni dei nazionalismi, e la britannica Phoebe Greenwood, pronta a portare a Milano la satira feroce dei suoi Avvoltoi (Edizioni e/o) ambientata a Gaza.  La scrittrice inglese Claire Lynch, a partire dal suo fortunato romanzo d’esordio Una questione di famiglia (Fazi Editore), parlerà di rapporti intergenerazionali e familiari nella società moderna. Insieme a loro tantissimi altri autori. C’è spazio anche per la riflessione generazionale con Marco Missiroli, Daria Bignardi, Christian Raimo e l’analisi politica di Francesco Costa, chiamato a interrogare il futuro dei progressismi americani nell’era post-Trump.

L’edizione 2026 segna il debutto di una sezione dal forte valore simbolico: “Acrobate”. Si tratta di un’area dedicata interamente alle scrittrici che hanno saputo trasformare il vuoto e la vulnerabilità in strutture narrative solide. Un esercizio di equilibrio che vedrà alternarsi voci come quelle di Nadeesha Uyangoda (su Toni Morrison), Lea Melandri e Daria Deflorian, quest’ultima impegnata in un reading dai testi del Premio Nobel Han Kang. È l’evoluzione naturale di un percorso iniziato lo scorso anno con il pensiero di Ursula K. Le Guin, che conferma Book Pride come una fiera profondamente attenta alla prospettiva di genere.

Non è un evento di sola narrativa. Book Pride si conferma un organismo multiforme:

  • Book Comics: Curata da Tito Faraci, vedrà la partecipazione di icone come Silver e talenti visionari come Loputyn.
  • Book Sport: Nell’anno di Milano-Cortina, la sezione riflette sul corpo e sulla comunità, con Giuseppe Pastore che rievoca il mito di Alberto Tomba.
  • Book Young & YA: Uno spazio fondamentale per la formazione dei nuovi lettori, dove si parlerà di fake news e intelligenza artificiale, ma anche di “superpoteri” legati alla scrittura creativa.
  • Quando: 20, 21 e 22 marzo 2026
  • Dove: Superstudio Maxi (Via Moncucco 35), Milano.
  • Accesso: Ingresso gratuito per scuole e under 18. Biglietteria online da metà febbraio su http://www.bookpride.net.

Leggi il programma completo e tutte le novità su www.bookpride.net


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