Good Morning Palestine di Paolo Naldini, edito da Capponi Editore, prende vita dal bisogno di dare un corpo e una direzione all’indignazione.
La storia narra la vicenda di Sebastiano, un uomo che, schiacciato dall’impossibilità di restare inerte di fronte alla tragedia del popolo palestinese, decide di trasformare il dissenso in un atto radicale. Armato solo di una tenda, della compagnia del suo fedele cane e di una determinazione che confina con la follia, Sebastiano inizia una marcia a piedi diretta verso il Parlamento israeliano a Gerusalemme.
Quello che all’inizio ha la forma di un tentativo solitario di rispondere a una crisi di coscienza si trasforma in un romanzo di viaggio spirituale ma soprattutto collettivo.
Lungo la strada, la solitudine di Sebastiano viene infranta dall’incontro con William, un attivista-dj-influencer che, intuendo la potenza simbolica del gesto, trasforma il cammino in un caso mediatico virale. È questo il momento in cui la marcia di Sebastiano smette di essere solo sua: tappa dopo tappa, una folla multiforme di oltre cinquecento persone si unisce a lui, dando vita a una straordinaria storia di amicizia e solidarietà che attraversa confini apparentemente invalicabili.
Il viaggio diventa un mosaico di incontri straordinari che ridisegnano la geografia umana della speranza. Sebastiano si confronta con burberi camionisti bulgari e festosi imprenditori siriani, dialoga con poliziotti turchi e direttori di musei giordani, incrocia ambasciatori e artisti israeliani, arrivando persino a trovarsi al cospetto di Assad. Ogni incontro è un tassello di una ricerca di senso e pace interiore che oltre alla politica interroga l’essenza stessa dell’essere umano.
Esplorando il conflitto israelo-palestinese attraverso la lente intima del protagonista, l’autore Paolo Naldini ci suggerisce che la lotta per un mondo più giusto è spesso inseparabile dalla ricerca personalissima di una luce, o di una voce, che ci faccia sentire vivi mentre tutto intorno sembra cedere.
Tra attivismo, diritti umani e la scoperta di sé, il racconto conduce il lettore verso un culmine dove l’assurdo e il naturale si fondono in un finale sorprendente. Good Morning Palestine è la testimonianza di come un cammino possa diventare una cura per l’anima e di come la pace, prima di essere un trattato internazionale, sia un movimento che parte dal coraggio di mettersi in marcia.
Good Morning Palestine è l’approdo ideale per chiunque senta il bisogno di una storia capace di respirare la polvere della strada e di affrontare le grandi domande del presente. È un invito rivolto a quei viaggiatori dello spirito che sanno scorgere l’orizzonte anche nel buio. Una bussola per chi si è sentito schiacciato dal peso della Storia ma nel segreto del cuore custodisce ancora il desiderio ardente di mettersi in cammino, trasformando l’impotenza in un passo nuovo verso la speranza.
