Articolo a cura di Valentina Gattuso

La figura femminile è presente fin dai tempi antichi nella letteratura giapponese. Basti pensare alla grande ed imponente opera, un classico della letteratura del periodo Heian: Note del guanciale di Sei Shōnagon. La scrittrice e poetessa, dama di corte dell’imperatrice Teishi, con i suoi scritti ci ha donato un importante specchio della vita dell’epoca, in cui l’imperatrice viene ammirata e lealmente servita.

“In queste mie note, ho voluto fermare quel che i miei occhi hanno veduto e che il mio cuore ha sentito, pensando che nessuno le avrebbe lette.”

Nell’opera, caratterizzata da uno stile leggero, raffinato ed elegante, capace di osservare la bellezza dei particolari e soffermarsi sullo splendore delle “piccole cose”, l’autrice ci accompagna dolcemente, attraverso i suoi scritti, tra i corridoi di corte, le glorie e, soprattutto, la vita.

Con il periodo Meiji, epoca di cambiamenti e modernizzazione, si assiste a una nuova “fioritura femminile”. Un’importante spunti di lettura a riguardo si ritrova nel libro Il Giappone delle donne dal secondo secolo ad oggi. 60 vite straordinarie – casa editrice Nui Nui, 2001 – dove figure femminili vengono raccontate con coraggio ed eccellenza.

Avanzando negli anni, non si può non citare il famoso e conosciuto Nel Giappone delle donne di Antonietta Pastore – ET Saggi – in cui la straordinaria scrittrice, basandosi su esperienze di vita personali (i suoi 16 anni in Giappone), ci offre uno spaccato femminile di quell’isola lontana e particolare. Della stessa autrice troviamo anche “Leggero il passo sul tatami” – L’Arcipelago Einaudi – dove la protagonista racconta il proprio amore verso quel paese così diverso e originale, narrato da una donna che lo ha vissuto sulla propria pelle.

La figura della donna giapponese, nell’immaginario europeo, è ancora oggi legata a quella della geisha. In parte è ancora così, ma nel corso della storia molte donne hanno mostrato carateristiche differenti. Questo è ciò che emerge nel libro “Yamanba. Donne ribelli del Giappone” – Mimesis – di Rossella Marangoni, in cui la figura femminile ritrova la propria voce per sottrarsi a un modello di femminilità sottomessa, docile e remissiva.

Oggi il panorama letterario giapponese è popolato da donne che raccontano, con profondo realismo, la condizione femminile. Alcuni esempi li ritroviamo nelle opere di autrici come Murata Sayaka, Mieko Kawakami, Natsuo Kirino, Mariko Hayashi, Yoko Ogawa e tante altre.


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