C’è una verità universale che scorre in ogni pagina de Il ragazzo occhi cielo di Olimpia Rausa: anche le anime più tormentate, anche quelle che si portano dentro il peso di un passato difficile, possono tornare a splendere. Il ragazzo occhi cielo è un atto di fiducia verso la vita, verso il cambiamento, verso la luce che ciascuno porta dentro di sé, anche quando sembra completamente soffocata dal buio.

Il protagonista è un ragazzo dagli occhi color del cielo, un colore che sembra promettere apertura, speranza, ma che in realtà nasconde un vissuto complesso, fatto di silenzi, ferite e battaglie interiori. La sua storia viene raccontata non da lui stesso ma dall’autrice che ha avuto la capacità di vedere oltre la corazza, oltre i comportamenti e le parole, fino a toccare con delicatezza la sua essenza ritrovandone la luce.

In questo gesto, profondamente umano, risiede il nucleo emotivo del libro: l’invito a non fermarsi all’apparenza, a guardare più in profondità, a riconoscere il valore e la sofferenza che ogni essere umano può portare con sé.

L’autrice racconta, con una scrittura semplice ma intrisa di emozione, come anche chi ha vissuto nell’ombra può essere fonte di luce per gli altri. Che le ferite non sono sempre una fine, ma possono diventare un inizio. Il dolore, se accolto e compreso, può trasformarsi in bellezza. E questo libro è, in fondo, proprio questo: una trasformazione, una rinascita. È un inno alla resilienza e alla possibilità di ricominciare.

Il formato del libro è originale: ogni pagina è una riflessione con un titolo, come se l’autrice avesse voluto raccogliere i suoi pensieri più intimi in un diario aperto al mondo. Questo stile frammentato rende la lettura fluida e coinvolgente. In queste pagine, si avverte forte il legame tra la storia del protagonista e il vissuto personale dell’autrice.

Quello di Olimpia è un racconto autentico, sincero, mai costruito: ogni pagina è intrisa di verità emotiva, e questa autenticità si percepisce in modo nitido e profondo. Nonostante la sua brevità lascia riflessioni che restano, che continuano a parlare anche dopo l’ultima pagina.

Ci sono tanti motivi per leggere Il ragazzo occhi cielo, e ognuno di essi tocca una corda diversa del cuore. È un libro che accarezza le ferite, che parla a chi ha vissuto momenti difficili e cerca comprensione: chi si è sentito perso o incompreso troverà tra queste righe uno spazio accogliente, quasi terapeutico. È anche un invito potente a guardare oltre l’apparenza, a sospendere il giudizio, ad aprirsi alla gentilezza e alla comprensione dell’altro, ricordandoci che dietro ogni silenzio o comportamento c’è spesso una storia che merita di essere ascoltata.

Infine, se ti lascerai toccare dalle parole di questo libro, ti consiglio di seguire Olimpia Rausa sulla sua pagina Instagram @lapennadiolli. Ogni giorno, con poesie e riflessioni, l’autrice continua a portare luce e sensibilità in un mondo che spesso ne ha un immenso bisogno.

Intervista con l’autrice

Buongiorno Olimpia, raccontaci qualcosa di te e di come è nata la passione per la scrittura.

Buongiorno a voi e grazie mille per questa preziosa opportunità. Fin da bambina ho sempre sentito il bisogno di scrivere, ma ho celato a lungo l’amore per la scrittura. Poi, sono riuscita ad aprire le porte del mio cuore e ho iniziato a condividere tutto ciò che avevo dentro. Il 23 novembre 2024 ho aperto la pagina Instagram lapennadiolli_ e, ad oggi, spero vivamente che le mie parole possano arrivare a tante persone, ispirarle e lasciare loro delle emozioni.

Cosa ha acceso in te la scintilla per il libro “Il ragazzo occhi cielo”?

Due anni fa mi trovavo davanti all’oceano quando ho iniziato a scrivere parole che, all’inizio, sembravano confuse. Col tempo ho capito che in quelle parole si nascondeva un senso profondo, e da quella rivelazione è nato il desiderio di dare vita a un progetto. Attraverso la storia del ragazzo occhi cielo desideravo trasmettere un messaggio d’amore, di speranza, di forza a chi, come lui, aveva alle spalle un passato doloroso.

    Nel percorso del protagonista, accettare il passato sembra essere il primo passo verso la guarigione. Come hai voluto affrontare il tema dell’accettazione? E in che modo pensi che questa consapevolezza possa aiutare anche chi legge a rinascere dalle proprie ferite?

    Ho cercato di farlo in punta di piedi e con la delicatezza. Quando mi raccontò la sua storia, ne restai devastata. Eppure, nei suoi occhi leggevo coraggio, dignità e un grande desiderio di riscatto. Non c’era più un bambino inerme e spaventato, ma un uomo forte e consapevole.
    Credo che rinascere dalle proprie ferite significhi proprio non identificarsi con ciò che è stato, ma accettarlo e scegliere, giorno dopo giorno, di provare a diventare una persona migliore.

    A volte abbiamo bisogno che qualcuno ci veda davvero, oltre ciò che mostriamo. Nel tuo libro, lo sguardo di chi riconosce la luce nel buio diventa un atto salvifico. Quanto è importante, nella vita, essere visti per ciò che siamo realmente, anche quando noi stessi non ne siamo capaci?

    Tempo fa lessi una frase che diceva: “Ci sono corazze che chiedono solo carezze”.
    Spesso ci fermiamo alle apparenze, senza provare a comprendere il motivo per cui una persona agisca in un certo modo. E se ti ripetono di continuo che non vali niente, alla fine finisci per crederci davvero.
    Proviamo, invece, a metterci nei panni degli altri, a tendere una mano, a offrire parole gentili, a infondere fiducia. Non spetta a noi salvare qualcuno, ma credo che un piccolo gesto possa sempre fare la differenza.
    L’amore mi ha insegnato a non lasciarmi trascinare dal pregiudizio: mi sono affidata al cuore e, oltre la sua sofferenza e i suoi errori, ho scoperto un’anima meravigliosa.

    Ogni storia porta con sé un messaggio, una verità che chi scrive desidera condividere. Qual è il cuore pulsante di questo romanzo e cosa speri che resti impresso nel lettore dopo aver chiuso l’ultima pagina?

    Quando penso al mio ragazzo occhi cielo, le prime parole che mi vengono in mente sono coraggio e amore. Il coraggio di non restare ancorati al dolore vissuto — un coraggio che, credo, possa nascere solo dall’amore che vive dentro di noi e che pulsa anche là fuori, nel mondo. E c’è un passo del libro che rappresenta pienamente ciò che spero di lasciare nel cuore dei lettori:

    “A voi, che portate dentro grandi tormenti: sappiate che non sono essi a definirvi.
    Oltre ogni ferita, siete pura meraviglia.
    E chi saprà guardarvi col cuore, ne resterà incantato.”

    La consapevolezza, dunque, che la bellezza sopravvive anche nel dolore.

    Perché pensi che valga la pena leggere “Il ragazzo occhi cielo” e quali sono tre motivi per cui un lettore dovrebbe scegliere di immergersi in questa storia?

    Penso che Il ragazzo occhi cielo valga la pena di essere letto perché nasce da un bisogno autentico di trasformare il dolore in luce. Tre motivi per cui un lettore dovrebbe scegliere di immergersi in questa storia?

    1. Per ritrovarsi, perché chiunque abbia attraversato momenti difficili potrà riconoscersi in queste pagine e sentire di non essere solo.

    2. Per credere nel cambiamento, perché anche dopo il buio, è possibile ricominciare e riscrivere la propria storia.

    3. Per scoprire la bellezza nascosta, quella che vive dietro le apparenze, nei cuori feriti ma ancora capaci di amare.


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