Articolo di Jane Rose Caruso
Ci ritroviamo anche oggi a parlare di cozy. È una di quelle parole che non hanno un corrispettivo perfetto nella nostra lingua, e forse è proprio questo a renderla così speciale.
Cozy non significa soltanto caldo, confortevole o intimo: racchiude la sensazione di sentirsi avvolti da un’atmosfera di pace, come quando ci si siede accanto a un camino acceso, una tazza di tè fumante tra le mani, e fuori la pioggia disegna i suoi ricami sul vetro.
È un invito a rallentare, a osservare con occhi nuovi i dettagli che illuminano le giornate: il profumo di una torta appena sfornata, la luce dorata di una candela, il silenzio di una sera d’autunno.
In questo tempo frenetico, dove tutto corre e sembra sfuggirci di mano, credo che la ricerca del cozy sia diventata un vero atto d’amore verso sé stessi. Una piccola ribellione gentile, un modo per scegliere la lentezza e custodire ogni scintilla di bellezza che ci circonda.
Ed è proprio da questa visione che nascono le immagini che accompagno alle mie fiabe. Non sono semplici illustrazioni decorative: sono frammenti di atmosfera, finestre aperte, piccoli portali capaci di trasformare una pagina in un’esperienza multisensoriale. Le scelgo, le modello, le adatto con pazienza e cura, proprio come si fa con ingredienti preziosi in una ricetta.

Non mi considero un’illustratrice – quel dono appartiene alla mia amata collaboratrice Chiara Vincenzi, che ha saputo dare un volto delicato e poetico a tante delle mie fiabe. Io mi definirei piuttosto un’artigiana delle immagini: creo composizioni digitali, raccolgo dettagli, atmosfere, piccoli simboli e li plasmo finché non diventano qualcosa di unico, cucito addosso al racconto che sto scrivendo. Ogni immagine è un lavoro di interpretazione e di traduzione visiva, perché deve riflettere lo spirito della storia e portare con sé la stessa magia delle parole.
Questo processo creativo è fatto di silenzi, di ascolto e di lentezza. Non c’è nulla di improvvisato: ogni fiore, ogni colore, ogni scintilla di luce digitale che aggiungo ha un significato, un ruolo, un posto preciso. È come tessere un ricamo invisibile tra testo e immagine, un filo sottile che unisce l’una all’altra e le fa vibrare insieme.

Le Fiabe della Buonanotte sono forse l’esempio più evidente di questo lavoro. Le immagini diventano parte integrante del viaggio. Servono a creare ambienti accoglienti dove i bambini possano sentirsi al sicuro, spazi pieni di natura, boschi fatati, animali gentili e luci soffuse che accendono la fantasia. Voglio che i piccoli lettori – e, perché no, anche i grandi – possano ritrovarsi in un mondo dove ogni dettaglio invita a sognare, dove la bellezza diventa rifugio e la natura complice di un racconto che parla al cuore.
Perché, in fondo, le immagini hanno il potere straordinario di farci fermare. Di insegnarci a contemplare. Ci ricordano che la meraviglia non è fatta solo di grandi gesti o scenari imponenti, ma vive anche nelle cose più semplici.

Ecco allora che il cozy vibes diventa arte: nell’unione tra testo e immagine, tra parola e visione, tra realtà e sogno. È lì che ritroviamo la lentezza che ci manca, la dolcezza che cerchiamo, il calore che desideriamo portare con noi.
Ogni immagine, ogni fiaba, è un invito: prenditi un momento, respira, e lasciati trasportare. Perché, a volte, basta poco per ritrovare un rifugio di serenità – e quel poco, se guardato con occhi attenti, diventa tutto.
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