Quando sentiamo nominare Agatha Christie non possiamo che pensare alla famosa autrice di intramontabili romanzi gialli/mystery, alla creatrice di Poirot e Miss Marple, all’avventuriera che seguì il secondo marito Max Mallowan durante sopralluoghi e scavi archeologici. Esiste però una parte meno conosciuta sia della sua produzione letteraria che della scrittrice stessa: ed è proprio di questa parte che parleremo.

In un arco temporale compreso tra il 1930 ed il 1956, Agatha Christie pubblicò sei romanzi al femminile, dietro lo pseudonimo di Mary Westmacott.

La stessa autrice, nella sua autobiografia (fonte: La mia vita, di Agatha Christie, Mondadori, 2018), affermò di voler cambiare genere letterario poiché stanca di scrivere solo polizieschi (come ben sappiamo però proseguì anche la produzione di questi ultimi, per la gioia dell’editore e dei fan).

Grazie all’utilizzo del nome alternativo con cui firmò questi romanzi, Agatha Christie riuscì a nascondere al pubblico la sua vera identità per ben 15 anni (fonte: La mia vita, di Agatha Christie, Mondadori, 2018): questo le permise di scrivere in piena libertà di tematiche differenti, senza essere influenzata dalle aspettative dei suoi fan di detective novels. Ma da dove prese spunto per scegliere lo pseudonimo?

Ebbene, il nome completo della scrittrice da nubile era Agatha Mary Clarissa Miller: “Mary” era dunque il suo secondo nome. In merito alla scelta di “Westmacott” esistono diverse teorie; la spiegazione presente sulla pagina ufficiale di Agatha Christie Limited afferma trattarsi del cognome di alcuni lontani parenti della scrittrice stessa.

Sebbene i sei romanzi firmati Mary Westmacott vengano generalmente catalogati come “rosa”, in realtà tale termine non è molto appropriato: non ci troviamo di fronte a dei romance, a classiche storie d’amore o a lieto fine, bensì a romanzi più profondi ed incentrati su aspetti psicologici, relazionali, esistenziali.

Come infatti afferma Rosalind Hicks (figlia di Agatha Christie), queste storie non sono corredate di happy ending e parlano d’amore “in alcune delle sue forme più potenti e distruttive” (fonte: https://www.agathachristie.com/en/about-christie/family-memories/the-mary-westmacotts).

La Christie, nel misurarsi con questo genere letterario, ebbe l’opportunità di indagare a fondo l’animo umano, in particolare la psicologia femminile, e di imprimere su carta riflessioni sulla vita attraverso le sue protagoniste.

Alcune opere hanno un chiaro riflesso autobiografico: è come se, in qualche modo, l’autrice scrisse queste storie per “esorcizzare” il suo vissuto ed i suoi traumi; questi romanzi le permisero anche di esprimere i suoi sentimenti più profondi, dandole la possibilià di esternarli con maggior libertà ed intensità rispetto a quanto fece nella sua autobiografia.

Il libro in cui sicuramente ritroviamo la maggior impronta autobiografica dell’autrice è Ritratto incompiuto, romanzo che riflette il periodo più difficile della sua vita, caratterizzato da perdite e disperazione.

Un altro titolo molto importante per l’autrice è Il deserto del cuore: un romanzo già presente dentro di lei molto tempo prima della stesura, il libro che Agatha aveva sempre voluto scrivere, come lei stessa affermò (fonte: La mia vita, di Agatha Christie, Mondadori, 2018).

La scrittrice lo terminò in soli tre giorni, scrivendolo di getto: dopo il primo capitolo passò subito all’ultimo, già consapevole della direzione che avrebbe preso la storia; completò in seguito la parte centrale con facilità ritrovandosi, a lavoro compiuto, fisicamente stanca ma completamente soddisfatta.

I libri di Mary Westmacott non raggiunsero mai il successo dei romanzi gialli di Agatha Christie, nonostante un discreto riconoscimento. Tuttavia, possiamo considerare questi sei titoli qualcosa che Agatha sentì la necessità di scrivere, sia sul piano professionale che su quello personale e fu felice per quella fetta di pubblico che manifestò apprezzamento per tali opere

Di seguito un elenco dei sei romanzi “rosa” di Agatha Christie alias Mary Westmacott:

Giant’s Bread, 1930 

(titolo in italiano Nell e Jane o Il pane del gigante);

Unfinished Portrait, 1934

 (titolo in italiano Ritratto incompiuto);

Absent in the Spring, 1944

 (titolo in italiano Il deserto del cuore);

The Rose and the Yew Tree, 1948

 (titolo in italiano Rosa d’autunno o La rosa e il tasso);

A Daughter’s a Daughter, 1952 

(titolo in italiano Una figlia per sempre o Il destino degli altri);

The Burden, 1956

 (titolo in italiano Ti proteggerò).


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