Anomalia. Star Cluster Zero Saga (Vol. 1), Nicola Camedda, Multiplayer edizioni, 544 pp.
Com’è sbocciata l’idea per la scrittura di Anomalia? È stato un personaggio a bussare per primo alla tua immaginazione, un’immagine potente, o un mondo da esplorare?
Una delle idee fondamentali che ha ispirato il romanzo è legata al concetto di Anomalia; anomalia intesa come errore, discrepanza, elemento di disturbo e ribellione in un sistema altrimenti considerato perfetto, tramite l’ausilio di tecnologie predittive sempre più invasive e fuori controllo.
Ho sviluppato l’idea di Anomalia, e in un certo senso anche dell’intera saga, partendo da quanto espresso nel finale del romanzo.
L’anomalia è un elemento che accompagna l’evolversi della vicenda nei suoi molteplici aspetti, nato da una riflessione sul rapporto tra umanità e progresso tecnologico. Intorno a questo ho sviluppato un’ambientazione interplanetaria che dà il nome alla serie stessa (Star Cluster Zero o Ammasso Stellare Zero).
I personaggi del libro sembrano portare sulle spalle il peso di trasformazioni profonde e la ricerca della verità: parlaci di loro e delle sfide che attraversano lungo la narrazione
Un’anomalia scuote le fondamenta dello Star Cluster Zero, la stabilità e gli equilibri tra le superpotenze interplanetarie stanno venendo meno. Di fronte a questo scenario di incertezza e pericolo, i personaggi reagiscono in base alle proprie esperienze, talvolta traumatiche, influenzati anche dal proprio retaggio culturale. Alcuni di essi sono chiamati ad affrontare scelte difficili, spesso in conflitto con la propria coscienza, altri sono costretti a lottare per scoprire la verità o semplicemente per sopravvivere. Ogni personaggio in Anomalia compie un viaggio che lo cambierà per sempre, nel bene o nel male. I lettori e le lettrici hanno l’opportunità di immergersi nelle avventure dei protagonisti, vivendo e lottando insieme a loro fino a scoprire in cosa consiste l’incombente minaccia.
Ammasso stellare Zero: come sviluppi i mondi immaginari o le società future nei tuoi romanzi e quale atmosfera possono aspettarsi i lettori da Anomalia?
Prima di cimentarmi nella scrittura vera e propria mi sono dedicato a progettare l’ambientazione, disegnando le mappe dei sette sistemi stellari che costituiscono lo scenario generale e via via definendo gli aspetti tecnologici, culturali, sociali, politici e religiosi…
I lettori si troveranno catapultati in un universo tecnologicamente assai più evoluto del nostro, proiettati in una realtà differente e lontana ma, per certi versi, riconducibile alla nostra.
Ecco la descrizione ufficiale della saga:
«C’è una regione del Cosmo a noi sconosciuta, un luogo dove i nostri fratelli e sorelle sono impegnati in un’epica lotta per la sopravvivenza, alla ricerca delle radici perdute. Questo è lo Star Cluster Zero.»
Con salde radici nella Fantascienza classica, Star Cluster Zero è una Space Opera ricca di azione e avventura, capace di esplorare tematiche e suggestioni assolutamente attuali.
Quali sono i temi che attraversano Anomalia come un filo rosso? C’è un messaggio che speri arrivi al lettore anche in relazione alle nuove tecnologie?
In Anomalia (e nell’intera saga) un filo conduttore potrebbe essere quello legato al rapporto tra umanità e sviluppo tecnologico.
Il progresso scientifico-tecnologico accompagna l’uomo fin dalla sua nascita, fa parte della nostra natura e dobbiamo accettarlo. Non condivido certe sterili demonizzazioni, tuttavia ritengo che la scienza e la tecnologia debbano essere impiegate al puro scopo di servire il bene dell’umanità e non il contrario, al fine di migliorare la vita di tutti gli abitanti del nostro pianeta – nessuno escluso – in armonia con la natura e il regno animale e anche per viaggiare ed esplorare la nostra Galassia.
Al giorno d’oggi, invece, mi pare che spesso il progresso scientifico-tecnologico venga interpretato come una sorta di entità da venerare acriticamente, asservita a multinazionali o interessi economici distanti dalle esigenze reali della collettività.
Il valore dell’umanità, l’amicizia e la cooperazione tra persone sono sicuramente degli elementi ricorrenti: in Star Cluster Zero non ci sono eroi individualisti che agiscono esclusivamente da soli, ogni vittoria (e sconfitta) è il frutto di sforzi e sacrifici comuni.
Parlavamo di umanità… L’umanità è un concetto ‘portabile’ o trasferibile? Chi può definirsi realmente umano? Per approfondire questi affascinanti interrogativi non posso che consigliarvi di allacciare le cinture e iniziare il vostro viaggio nello Star Cluster Zero!

Hai scritto diversi romanzi di fantascienza cyberpunk e space opera, c’è un libro che consideri il tuo lavoro più rappresentativo e come si è evoluta la tua scrittura nel tempo?
Sono parecchio affezionato ad Anomalia, il mio primo romanzo, quello che ha dato inizio alla saga che con immensa soddisfazione sto continuando a espandere.
È stata un’avventura entusiasmante e a dir poco impegnativa, frutto di un’istintiva e viscerale esigenza di comunicare e di mettere su carta tante idee e suggestioni che da parecchio affollavano (e tuttora affollano) i miei pensieri.
Considero il romanzo I Primi e gli Ultimi con altrettanta soddisfazione. Data la complessità delle trame e il dinamismo dei personaggi, proporre ai lettori e alle lettrici un degno seguito di Anomalia è stata una sfida assai difficile. I Primi e gli Ultimi rappresenta un viaggio monumentale e avventuroso nel cuore dello Star Cluster Zero, un’esperienza di cui vado estremamente orgoglioso, anche dal punto di vista stilistico. In generale, ogni storia – non importa se racconto, romanzo o sceneggiatura – rappresenta un’importante tappa del mio percorso come autore.

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