
C’è un libro che non si legge, ma si sogna. Un libro che non si attraversa con gli occhi, ma con l’anima. L’Uomo Luna di Nicola Castellini, pubblicato da Chiocciola Edizioni a febbraio 2025, è un’esperienza che sfugge alla trama e si offre come viaggio emotivo, come immersione silenziosa nel paesaggio frastagliato della psiche umana. È un’opera che non si limita a raccontare: si lascia vivere. E, nel farlo, ci cambia.
Castellini, scrittore, poeta e performer nato a Perugia, è una figura che sembra muoversi tra i confini dei linguaggi, come un viandante dei sensi. Le sue parole nascono da un percorso stratificato: premi letterari da bambino, romanzi di formazione, laboratori di scrittura, esperienze teatrali. Ma ciò che più colpisce è il suo approccio alla scrittura: non tecnico, non razionale, ma viscerale. Castellini non scrive storie, dà corpo a stati dell’essere. Non rappresenta la vita: la incarna.
L’Uomo Luna è il punto d’approdo, forse provvisorio, di questa ricerca. In 150 pagine che sembrano insieme dense e leggere, Castellini abbandona ogni schema narrativo tradizionale. Seguendo un protagonista sospeso tra il sogno e la realtà, ci conduce in un universo mentale dove la logica cede il passo al flusso emotivo, e dove le parole non spiegano ma evocano. L’Uomo Luna è un essere in crisi, sì, ma non sconfitto. È qualcuno che ha scelto di non appartenere, di uscire dal coro delle convenzioni per rifugiarsi nel proprio caos interiore, accogliendolo come unica verità possibile.
La scrittura di Castellini ha qualcosa di liquido e spezzato. Scorre, poi si arresta. Si solleva in onde e ricade in abissi. I sentimenti si inseguono come venti mutevoli: malinconia e gioia, speranza e caduta, si intrecciano in un canto senza metrica. Ma il timbro resta unico: è quello di un autore che non scrive per spiegare, ma per condividere un’urgenza. Un bisogno di dire che nasce da dentro, che trasforma il lettore in complice, in viaggiatore smarrito accanto al protagonista.
In un tempo che premia la velocità, l’efficienza e la chiarezza, L’Uomo Luna si permette la lentezza, il silenzio, l’introspezione. Rivendica il diritto di restare fermi, di ascoltare ciò che accade dentro quando fuori tutto scorre veloce. È un inno alla vulnerabilità, non come cedimento, ma come atto di resistenza. Come dichiarazione poetica di libertà.
Con quest’opera, Nicola Castellini conferma la sua vocazione ad abitare le zone d’ombra dell’esperienza umana, mescolando parola scritta e parola vissuta, pensiero e vertigine. L’Uomo Luna non è un semplice romanzo, ma una soglia: varcarla significa accettare di perdere le certezze, per ritrovare qualcosa di più sottile e profondo. Forse una voce dimenticata, forse un dolore da cui rinascere.
Per chi avrà il coraggio di restare in ascolto, questo libro saprà aprire spazi nuovi. Spazi in cui anche la notte, come L’uomo Luna, può diventare luce.
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