
Uscire da Matrix. Il labirinto apparente, Claudio Mario Cherubini, Youcanprint 2021, 292 pagine.
Claudio Mario Cherubini ha sempre coltivato il desiderio di scrivere un libro per condividere ciò che la vita gli ha insegnato. Nel 2017, approfittando di un periodo in cui ha avuto più tempo a disposizione, è riuscito a trasformare questo sogno in realtà pubblicando il suo primo libro, Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!, accolto con entusiasmo da lettori e critica.

Appassionato di lettura, formazione e di tutto ciò che possa contribuire alla crescita personale, Cherubini continua il suo percorso di esplorazione interiore ed evoluzione. Nel 2021 è pronto a pubblicare il suo secondo libro Uscire da Matrix. Il labirinto apparente, animato dallo stesso intento che ha ispirato il primo: aiutare sé stesso e gli altri a crescere, ad alleggerirsi dalla sofferenza e a riscoprire quel naturale stato di benessere che appartiene a ognuno di noi sin dalla nascita.
Buongiorno Claudio e grazie per essere qui a condividere le riflessioni sul suo libro. Come ha maturato l’idea di scrivere il saggio Uscire da Matrix. Il labirinto apparente?
“La pandemia, il lockdown, il vaccino, il green pass e l’obbligo vaccinale mi hanno fatto pensare e così ho deciso di proseguire i miei scritti per far riflettere, porsi domande e fare chiarezza su un mondo che cambia vorticosamente”.
Nel saggio si parla del percorso verso la Conoscenza e liberazione dai condizionamenti mentali. Chi o cosa ha influito sull’evoluzione di questo suo pensiero?
“Come spiego nel libro, alla fine degli anni ’80 stavo vivendo un momento di difficoltà e di confusione. Inoltre cercavo risposte alle grandi domande della vita. Chi siamo? Perché siamo qui? Dove andiamo?
Così è cominciata la mia ricerca e il mio studio. Una volta in pensione, con più tempo a disposizione, ho sentito il desiderio di continuare a crescere ma soprattutto il bisogno di condividere ciò che avevo appreso. Così che è nato il mio primo libro Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!
Invogliato dal successo del primo libro, durante il primo lockdown, ho sentito il bisogno di ampliare la mia prima opera: da qui ha preso vita Uscire da Matrix, il labirinto apparente”.
Perché si definisce un “ricercatore spirituale”?
“La mia ricerca mi ha portato a credere che non siamo un corpo che ha un’anima ma siamo un’anima, siamo esseri spirituali incarnati. Pertanto la mia ricerca parte dal piano materiale ma cerca di indagare quella parte invisibile, ciò che è oltre la materia e le leggi dello spirito che sono superiori e più potenti di quelle della materia”.
Ho trovato interessante l’espressione “recinto percettivo”. Vuole spiegare ai lettori cosa intende?
“Il capitolo inizialmente era intitolato “Le Credenze Limitanti” ma in seguito, dopo aver guardato un video di Elisa Renaldin in cui definiva queste credenze limitanti “Recinto Percettivo,” ho deciso di prendere in prestito questo termine per intitolare il mio capitolo.
Per recinto percettivo intendo l’essere imprigionati in uno schema di pensiero e di percezione che ci impedisce di vedere e di percepire la vera realtà.
Questo recinto è costituito da credenze, idee e opinioni che ci vengono inculcate dalla famiglia, dai media, dalla scuola, dalla chiesa o da chi ha interesse a far veicolare un certo pensiero o una certa idea che diventa un dogma mai verificato e spesso falso”.
Ha parlato di ricerca della felicità, cosa significa per lei raggiungerla?
“Per me felicità è uno stato di quiete, di equilibrio. Spesso cerchiamo la felicità nelle cose materiali, negli altri, ma questa è felicità effimera. La vera felicità la troviamo dentro di noi. Non possiamo modificare gli eventi ma possiamo gestire come elaborarli, non focalizzandoci sul problema, per farlo lievitare e crescere, ma accettando l’accaduto e cercando la soluzione. È più facile pensare che la vita sia stata cattiva con noi, piuttosto che convincersi che l’infelicità sia una nostra scelta. Spesso invalidi gravi sono più felici di molte persone sane. La capacità di godere la vita dipende dalla scelta dei nostri pensieri e non da fattori esterni”.
A chi consiglia il suo libro?
“È un libro che dovrebbero leggere tutti, perché è un saggio interessante, scorrevole e di facile lettura, che fa riflettere e aiuta ad aprire gli occhi. Per concludere, come affermò Henry David Thoreau: «quanti uomini hanno dato l’inizio d’una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro»”.

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