La redazione di Voci di Domani incontra Alyssa Woods per scoprire il dietro le quinte del fantasy Giulietta e Romeo Untold. L’ultima Adunanza (SEM, 2025) che ha conquistato il cuore dei lettori e sta riscuotendo un incredibile successo.

Buongiorno e grazie per la disponibilità nel voler approfondire alcuni aspetti di questo primo volume della saga. Chi c’è dietro lo pseudonimo “Alyssa Woods”?

Dietro Alyssa Woods ci sono Alessio Posar e Paula Boschi (Alyssa… Woods… insomma, perché ci siamo resi conto che Alessio Boschi o Paula Posar proprio non suonavano bene. Ci siamo conosciuti ormai qualche anno fa per lavoro, perché Alessio è sceneggiatore e docente alla Scuola Holden, mentre Paula è responsabile editoriale live action per Colorado e Rainbow (le case di produzione dietro alle Winx e al film del Fabbricante di Lacrime), poi, come accade spesso, ci siamo persi di vista e poi rincontrati e poi abbiamo scoperto che ci piacevano le stesse cose. Il resto è storia, anzi… scrittura (a quattro mani, matta e disperatissima).

Romeo e Giulietta sono figure iconiche ma nel vostro romanzo si presentano in una veste completamente nuova. Come avete reinterpretato questi personaggi, e cosa li rende così unici e diversi dalla versione tradizionale di Shakespeare?

Durante la scrittura, abbiamo voluto scoprire i nostri protagonisti, lavorando su ciò che già William suggeriva (insomma, il suo Romeo è un bel fatalista, mentre Giulietta è una ribelle capace di abbandonare la propria famiglia da un giorno all’altro): ci siamo basati su questi tratti per creare i “nostri” Romeo e Giulietta. Certo, farli muovere in un mondo fantasy, con un cast ampio di personaggi, ci ha permesso di metterli a confronto con tante situazioni diverse, esplorando sempre di più i loro caratteri. Quello che ci interessava, infatti, era spingerli all’estremo: vedere come si sarebbero comportati questi due ragazzi, cresciuti entrambi in un ambiente che li spinge all’odio e alla competizione, nel momento in cui avessero scoperto che nella loro vita c’è spazio anche per altro.

Verona medievale, magia e competizioni mortali: il vostro libro mescola elementi classici, storici e fantastici. Qual è stata la sfida più grande nell’intrecciare questi mondi così diversi e creare un’ambientazione che sia al contempo epica e fedele all’originale?

Quando abbiamo iniziato a scrivere, abbiamo da subito avuto chiara una cosa: volevamo scrivere un vero retelling… anzi, proprio la vera storia di Giulietta e Romeo, come Shakespeare l’aveva ascoltata da chi l’aveva vissuta. Era importante, quindi, che tutti i punti di svolta fondamentali della tragedia che tutti conosciamo venissero rispettati (dall’incontro alla famosa scena del balcone). Su questa storia universale, però, abbiamo potuto costruire un mondo fantasy come quelli che amiamo, con prove mortali e intrighi tra le casate, e una mitologia piena di segreti che vanno indietro di migliaia di anni. Ecco, non è stato semplice intrecciare questi due elementi: ri-raccontare la storia che tutti conoscono e al contempo immaginare situazioni nuove e coerenti con il mondo che avevamo creato. Ma ci siamo divertiti molto (soprattutto a incorporare personaggi e situazioni da altri drammi di William – vi sfidiamo a trovarli tutti!)

Giulietta e Romeo Untold offre una nuova prospettiva al leggendario amore tra i due protagonisti. In che modo questa versione del loro rapporto si inserisce in un contesto più moderno e contemporaneo, pur mantenendo intatta la forza emotiva della storia?

Una cosa che ci era sempre sembrata strana di Romeo è Giulietta era il loro instalove: si vedono e si innamorano immediatamente, e ci dispiaceva sempre tantissimo per Rosalina, che finiva dimenticata nel giro di due battute. In Giulietta e Romeo Untold quindi, abbiamo deciso che avremmo mantenuto il valore fondamentale dell’opera, questo amore capace di opporsi all’odio e di andare oltre la morte, ma anche che ci saremmo presi il nostro tempo per esplorare tutte le sfumature dell’amore e tutte le sfide – familiari, con la società e con il mondo – che devono essere affrontate.

Infatti, pensiamo che il retelling sia perfetto per portare avanti discorsi su temi universali – Shakespeare ci parla di amore, di vendetta, di invidia, che sono emozioni che fanno parte di noi –, perché ci permette di allo stesso tempo di guardare quelle storie con lo sguardo di oggi. Questo non significa stravolgerle, ovviamente, ma usarle come un filtro per esplorare noi stessi come esseri umani.

Giulietta e Romeo Untold è il primo volume di una saga. Potete darci qualche anteprima su cosa accadrà nei prossimi libri? Cosa possono aspettarsi i lettori?

 Senza fare troppi spoiler, con il finale del primo libro la posta in gioco per i nostri Giulietta e Romeo è altissima, e quindi ci saranno altri scontri, colpi di scena, nuove domande e soprattutto, finalmente, alcune risposte. L’unica cosa che possiamo dire davvero, però, è che non ci sarà da aspettare troppo per il secondo volume.

Ci sono state opinioni o feedback dei lettori che l’hanno sorpresa o che l’hanno fatta riflettere sulla trama e sui personaggi?

 La cosa divertente è che, quando le persone che stanno leggendo il libro ci scrivono, è un po’ come se diventassimo dei lettori anche noi: ci mettiamo nei loro panni, ci commuoviamo con loro, adoriamo quando ci scrivono ogni volta che finiscono di leggere un capitolo per dirci cosa hanno provato e cosa hanno pensato e quando ci fanno domande su cosa succederà… E questo, di solito, è il momento in cui bisogna togliere il telefono a Paula, che se no spoilererebbe tutta la storia, finale compreso. Ogni volta che esce una recensione, poi, ce ne stiamo lì a leggerla e rileggerla, perché ancora non ci sembra vero, abbiamo gli occhi sgranati mentre diciamo “amano i personaggi che abbiamo scritto noi, si emozionano per le scene per cui ci siamo emozionati noi”. È una sensazione che non ci aspettavamo, non così forte. Certo, ci sono anche le recensioni negative (molto poche, per fortuna) e anche quelle rimangono impresse, però lo sapevamo dall’inizio: quando abbiamo finito di scrivere il libro, quando è uscito, ha smesso di essere nostro. È diventato dei lettori. E questa è una cosa bellissima.


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