Il romanzo 108 rintocchi (Piemme, 2023) di Yoshimura Keiko, con la sua atmosfera sospesa tra realtà e magia, esplora la bellezza e la solitudine di vivere su un’isola. La narrazione si sviluppa attorno alla figura di Sohara Mamoru, un personaggio che si distingue per la sua discrezione e la sua dedizione agli altri, senza mai cercare di mettersi in primo piano. La sua presenza, pur silenziosa, è significativa, come un riflesso dell’interdipendenza tra le persone e dell’importanza del sostegno reciproco in un contesto così isolato.
Uno dei temi centrali del romanzo è “l’arte del riparo”, che non si limita a un significato pratico ma si intreccia con una più ampia ricerca interiore. Questo tema, infatti, diventa una metafora del desiderio umano di guarigione e rinnovamento. Attraverso la narrazione, l’attesa di una nuova opportunità e il passaggio dal “dare” al “ricevere” rappresentano momenti simbolici che spingono il lettore a riflettere sulla propria esistenza. Questo sottotesto filosofico aggiunge strati di complessità al romanzo, trasformandolo in una profonda meditazione sulla vita e sul significato della solitudine e della comunità.
Sebbene il romanzo affascini con le sue atmosfere delicate e le sue sfumature filosofiche, non è privo di difetti. La narrazione, infatti, può risultare a tratti lenta, appesantita da simbolismi che, pur essendo densi di significato, rischiano di rallentare il ritmo e di mettere alla prova la pazienza del lettore. Tuttavia, questa lentezza narrativa può essere vista anche come una scelta stilistica, una sorta di invito a immergersi nel tempo sospeso e contemplativo tipico della vita isolana. In questo senso, l’autrice riesce a creare un equilibrio tra la quiete della storia e la profondità delle sue tematiche, senza mai cadere nell’eccesso.
Ciò che colpisce maggiormente è l’abilità di Yoshimura nel tratteggiare con precisione e sensibilità l’intima serenità dell’isola. L’isola diventa più di un semplice scenario: è una presenza viva e pulsante, il cui equilibrio tra benedizione e maledizione rispecchia le contraddizioni della condizione umana. L’isolamento, infatti, può essere sia fonte di pace che di tormento, e il romanzo riesce a catturare questa dualità con grande maestria.
108 rintocchi di Yoshimura Keiko è un’opera affascinante e riflessiva, capace di trasportare il lettore in un mondo sospeso nel tempo e nello spazio. Nonostante alcuni momenti di lentezza, la capacità dell’autrice di intrecciare filosofia, magia e umanità rende il libro un’esperienza unica e indimenticabile. Una lettura che invita alla contemplazione, perfetta per chi cerca una storia delicata ma intensa, capace di far riflettere sulla bellezza e le sfide della vita.
Libro consigliato da Marta Marchese (panecoseecappuccino)

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